Liberi Professionisti e Spese per le Trasferte

Liberi Professionisti e Spese per le Trasferte

28 nov, 2016
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Recentemente sono stati apportati sostanziali cambiamenti al regime fiscale delle spese di vitto e di alloggio sostenute in trasferta dai liberi professionisti e dagli imprenditori, invece non è stato oggetto di modifica alcuna il trattamento fiscale delle spese di vitto e alloggio sostenute in trasferta dai lavoratori dipendenti e dai lavoratori parasubordinati. Bisogna ricordare che le spese in esame riguardano i servizi alberghieri, quali il pernottamento e il servizio di ristorazione, ovvero la somministrazione di alimenti e di bevande. Nel prosieguo ci si occuperà esclusivamente dei liberi professionisti che godono, qualora sia rispettato il principio dell’inerenza del costo, di un proprio trattamento fiscale, che è pure estendibile agli esercenti attività artistica.

In ragione dell’IRPEF, la deducibilità delle spese inerenti il vitto e l’alloggio varia in rapporto alla finalità per cui il libero professionista le ha sostenute per se stesso, in uno specifico periodo di imposta e in occasione della propria trasferta.

-Spese di vitto e alloggio sostenute per l’espletamento, in trasferta, dell’attività professionale In questo caso, la deducibilità della succitata categoria di oneri è ammessa per il 75% del loro ammontare, entro il limite del 2% dei compensi annui.

-Spese di vitto e alloggio sostenute dal libero professionista per rappresentanza Tali costi sono deducibili per il 75% del loro valore, ma entro il limite dell’1% del compenso annuo percepito dal libero professionista. In questa fattispecie, la spesa di vitto e di alloggio è ritenuta di rappresentanza allorché la connessa trasferta sia finalizzata all’incontro del libero professionista col cliente o col potenziale cliente, per instaurare un rapporto di pubbliche relazioni, che si attua nei seguenti contesti di intrattenimento.

-Spese di vitto e alloggio sostenute dal libero professionista per la partecipazione a convegni, seminari e corsi professionali In questo caso è previsto un doppio limite: ovvero la deducibilità è ammessa per il 75% della metà del loro ammontare. In sostanza tali spese sono deducibili per il 37,5% del proprio valore.

Ai fini IRAP, si applica il medesimo trattamento fiscale appena analizzato in riferimento all’IRPEF. Inoltre, per completezza di analisi ed in modo sommario, bisogna ricordare che il libero professionista è soggetto al pagamento dell’IRAP esclusivamente quando svolge la sua attività professionale in forma di autonoma organizzazione.

Nello specifico delle tre succitate tipologie di oneri, inerenti il vitto e l’alloggio, sostenuti dal libero professionista in trasferta, l’IVA è interamente detraibile: per beneficiare, però, di tale detraibilità, il prestatore dei servizi alberghieri e di ristorazione deve rilasciare ed intestare al libero professionista apposita fattura, unico documento contabile che riporta l’ammontare dell’IVA separato dal costo puro delle prestazioni succitate.

L’eventuale rilascio di scontrino fiscale o di ricevuta fiscale, in cui l’ammontare dell’IVA è inglobato nel costo puro della prestazione, ossia non è contabilizzato separatamente, non concede al libero professionista la possibilità di detrarsi l’IVA, questo anche se l’IVA stessa è desumibile con la tecnica dello scorporo. Conseguentemente l’IVA non ammessa in detrazione è posta ad aumento del costo sostenuto e subisce, ai fini delle imposte dirette, il trattamento fiscale esaminato in precedenza.

Tassi Mutui – Quali Sono

20 nov, 2016
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Esistono molte tipologie di mutuo, diverse per le modalità di calcolo del tasso di interesse che pagherete:
– mutuo a tasso fisso: il tasso di interesse resta fisso per tutta la durata del finanziamento. Quindi sapete l’importo di ogni singola rata del mutuo per tutta la sua vita. Di solito il tasso applicato è calcolato nel seguente modo: tasso IRS + spread applicato dalla banca.
Tasso sul mutuo

Esistono molte tipologie di mutuo, diverse per le modalità di calcolo del tasso di interesse che pagherete:
– mutuo a tasso fisso: il tasso di interesse resta fisso per tutta la durata del finanziamento. Quindi sapete l’importo di ogni singola rata del mutuo per tutta la sua vita. Di solito il tasso applicato è calcolato nel seguente modo: tasso IRS + spread applicato dalla banca.

Se per esempio chiedete un finanziamento a 20 anni e la banca applica uno spread del 1,50% pagherete come tasso IRS 20 anni + 1,50%. Se nel giorno della stipula l’IRS a 20 anni è il 4%, pagherete come tasso fisso 4% + 1,50% =5,50% per tutta la durata

– mutuo a tasso variabile: il tasso di interesse varia a seconda dei tassi di mercato, quindi anche la rata che andate a pagare ad ogni scadenza varia (perchè varia l’importo degli interessi). D’alto canto con il tasso variabile si inizia con un tasso passivo più basso. Anche qui il tasso che pagate è determinato da una somma: Euribor (di solito a 6 mesi) + spread applicato dalla banca. Quindi se oggi l’Euribor a 6 mesi è il 2,20% e lo spread applicato l’1,40%, pagherete un tasso di 2,20% + 1,40% = 3,60%. Se tra un anno l’Euribor a 6 mesi è passato al 2,70%, tra un anno pagherete 2,70% + 1,40% = 4,10%.

– mutui misti/modulari: a intervalli predefiniti danno al Cliente la possibilità di scegliere tra tasso fisso e tasso variabile per il periodo successivo.

– mutuo a tasso variabile con cap: è un mutuo a tasso variabile, indicizzato all’euribor, in cui il tasso pagato non puo’ in ogni caso superare un certo livello massimo (il cap appunto, o tetto di tasso). Questo tipo di mutuo offre quindi una protezione parziale in caso di forte rialzo dei tassi di interesse

– mutui a tasso variabile e rata fissa: detti anche mutui affitto, sono mutui a tasso variabile (quindi indicizzato all’euribor, come i mutui tasso variabile classici) ma a rata prefissata. In caso di rialzo tassi, invece che crescere l’importo della rata, aumenta la durata del mutuo. In caso di calo di tassi si riduce la durata del mutuo.

Molto interessante.

Come Trasformare lo Shopping in un Lavoro

14 nov, 2016
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A chi non piacerebbe fare shopping per vivere. Ci sono infatti molti modi per portare il fare shopping da un semplice hobby a un lavoro divertente e ben redditizio, basta una buona fiducia in se stessi, buon gusto e un buon senso per gli affari. Ecco una guida che ti insegnerà a trasformare lo shopping in un piacevolissimo business.

Personal shopper. Organizzare un servizio di personal shopper da casa è veramente molto facile, avrai bisogno di un telefono cellulare dedicato solo al lavoro e una buona conoscenza di dove acquistare articoli (compresi i pezzi unici). Per avviare il lavoro di personal shopper ti basterà fare una buona pubblicità del tuo business attraverso internet, biglietti da visita, Pagine Gialle, e cosa più importante il fatidico ed essenziale, in questo tipo di lavoro: passa parola.

Crea un servizio online di regali specializzato nel trovare regali speciali per le persone, facendo corrispondere i loro interessi, sesso, età, gusti, ceto,ecc, con il dono. Per avviare questo tipo di lavoro avrai bisogno di un tuo sito web con ottime funzionalità interattive, una linea telefonica dedicata, agevolazioni di pagamento con carta di credito, il trasporto, e non di meno, una essenziale buona rete di contatti.

Vendi i tuoi oggetti preferiti su eBay. Questo ti permetterà di fare shopping di tuo gusto in cerca di fantastiche occasioni da rivendere poi su eBay. Puoi sia venderli nel tuo negozio online o utilizzare le aste. Essenziale in questo tipo di attività è quella di essere esperti nel trovare occasioni per aumentare il profitto, o semplicemente comprare capi all’ingrosso da rivendere poi al giusto prezzo al dettaglio. Per fare ciò avrai bisogno di spazio di memorizzazione, attrezzatura fotografica, accesso veloce a internet, mezzi di trasporto, una buona rete di contatti e un occhio per i buoni affari

Carte Multifunzione – Confronto Costi per Fare un Bonifico

11 nov, 2016
admin
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Grazie all’internet banking negli anni le commissioni per bonifici sono calate sensibilmente.

Basti pensare che oggi par fare un bonifico online si paga 0,50 euro e alcune banche, su un conto corrente online, non applicano commissioni sui bonifici, mentre i costi per effettuare un bonifico allo sportello sono superiori, la media è quasi di euro 3,37, per maggiori dettagli è possibile vedere questo articolo su questo blog.

Come abbiamo visto anche con le carte conto è possibile effettuare bonifici, per alcune di queste carte Spider, Genius e C/conto è possibile ricevere e fare bonifici solo sul territorio Nazionale, con Conto Tascabile e Superflash è possibile fare bonifici in Italia e nell’area Sepa che comprende 31 paesi che sono:

16 Paesi dell’Unione europea che utilizzano l’euro: Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Austria, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Slovacchia, Slovenia, Cipro, Malta.
11 Paesi dell’Unione europea che utilizzano una valuta diversa dall’euro sul territorio nazionale ma effettuano comunque pagamenti in euro: Regno Unito, Svezia, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania.
4 Paesi dell’EFTA Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein.
In basso le carte conto sono state ordinate in base al costo dal più basso al più alto per effettuare un bonifico da internet, considerando che il costo medio per effettuare un bonifico con l’internet banking da conto corrente il costo medio è di 0,77€ :

Conto Tascabile 0 stessa banca, 0 altra banca
Spider 0,5 euro stessa banca, 0,5 euro altra banca.
Superflash 0,5 euro stessa banca, 0,5 euro altra banca Italia ed Europa
Genius Card 0,5 euro stessa banca, 1 euro altra banca
Carta C/Conto 1 euro stessa banca, 1,50 euro altra banca

Per effettuare un bonifco stessa banca i costi sono sotto la media per tutte e 5 le carte, mentre per bonifico altra banca i costi superano la media per 2 carte, Genius Card e carta Conto, su 5.

Solo Conto Tascabile non applica commissioni.

E se il bonifico vine fatto allo sportello e non tramite internet quali sono i costi considerando che la media è di 3,31 euro

Conto tascabile stessa banca -, altra banca –
Superflash stessa banca euro 2,50, altra banca euro 3,50
Carta C/Conto stessa banca euro 2,50 altra banca euro 3,50
Genius Card stessa banca euro 3,15, altra banca euro 4,20
Spider non presente nel prospetto informativo

Anche in questo caso sul Conto Tascabile non ci sono costi, mentre per quanto riguarda le altre carte 3 su 5 il costo per bonifico stessa banca è sotto la media anche se di poco, per bonifico altra banca 3 carte su 5 superano il costo medio di euro 3,31.

Cosa Sono i Titoli di Stato e Cosa Bisogna Sapere

7 nov, 2016
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I titoli di stato sono obbligazioni in cui il debitore è lo Stato sovrano. I titoli di Stato sono quindi titoli di debito: il risparmiatore presta i soldi allo Stato e incassagli interessi periodicamente. Alla scadenza del titolo di stato viene rimborsato dallo Stato il valore nominale del titoli di Stato. Lo stato italiano e’ uno dei principali emittenti di titoli di stato in Europa: Bot, CCT, Btp e CTZ sono i titoli di stato italiano piu’ diffusi.
Titoli di Stato: Bot, Cct, Btp e Ctz

Ogni Stato sovrano emette titoli di Stato. Visto che esistono Stati con una condizione finanziarie piu’ solida (come la Germania o la Francia) , Stati con elevati tassi di indebitamento (come l’Italia) e Stati con condizioni finanziarie meno solide (Grecia, Spagna, Irlanda) e Stati con condizioni finanziarie molto variabili (come i Paesi in via di sviluppo), esistono titoli di stato con diverso rischio di mancato rimborso. Il rischio di mancato rimborso (chiamata default) e’ misurato dal rating.

Visto che lo Stato italiano ha un elevato debito pubblico, il mercato dei titoli di stato italiani è uno dei più importanti al mondo ed e’ un mercato molto liquido (ci sono ogni giorno molti scambi tra investitori, che comprano e vendono titoli di stato), e molti investitori istituzionali anche esteri inseriscono nei loro portafogli titoli emessi dal governo italiano (perche’ la liquidita’ di un titolo, cioe’ la facilita’ per venderlo, e’ un criterio importante per questo tipo di investitori).

Inoltre, per poter raccogliere somme di denaro via via crescenti, lo Stato italiano ha introdotto diversi tipi di titoli di stato. I titoli di stato più diffusi sono i Bot, i Cct e i Btp, quindi gli investitori possono scegliere titoli con durate diverse (dai 3 mesi dei BOT fino ai 30 o 50 anni dei BTP) e diversi tipi di tasso di interesse (esistono titoli a tasso fisso come i Btp e i BOt, titoli a tasso variabile come i CCT, titoli con le cedole indicizzate al tasso di inflzione). Inoltre lo stato italian oemette alcune emissioni anche in valute diverse dall’euro, in particolare dollaro americano e yen giapponese.