Mutuo Completamento Costruzione – Come Funziona

Mutuo Completamento Costruzione – Come Funziona

28 nov, 2017
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L’acquisto di una casa ancora in costruzione ha dei notevoli vantaggi, tra gli altri il poter decidere le eventuali modifiche secondo i propri desideri e le proprie necessità.
La contropartita è l’attenzione che si deve porre all’affidabilità del costruttore, alla proprietà del terreno su cui sorge la costruzione e la realisticità dei costi delle opere ancora da eseguire.

Soprattutto quest’ultimo punto è fondamentale, e l’introduzione dei Mutui di Completamento Costruzione costituisce una salvaguardia per il compratore.
Si tratta di Mutui erogati dalle Banche per coprire le spese di completamento di un immobile, e consentono di ottenere fino all’80% del valore dell’immobile stesso, dove per valore dell’immobile si intende il valore che la casa acquisterà una volta ultimati i lavori.

Il mutuo sarà erogato sulla base del preventivo rilasciato dal costruttore, ed il capitale verrà poi corrisposto progressivamente in base all’avanzamento dei lavori.

L’IVA sul Mutuo Completamento Costruzione sarà come quella del Mutuo “classico”, cioè del 4% per la prima casa e del 10% per la seconda casa.
Questo dovrebbe essere una specie di “valvola di sicurezza” per le spese impreviste, che spesso “lievitano” quando si compra un immobile in costruzione.

Come Funziona il Comodato

21 nov, 2017
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Il comodato è un contratto tramite il quale è possibile concedere a una persona di utilizzare un’abitazione di cui si è proprietari senza fare pagare l’affitto.

Il comodato si differenzia quindi dalla locazione, in questo caso non è infatti presente l’elemento economico che caratterizza i contratti di locazione.

Il contratto di locazione è regolato dall’articolo 1803 del codice civile, in cui viene definito come il contratto con il quale il comodante mette a disposizione del comodatario una cosa mobile o immobile per un periodo di tempo o per un utilizzo determinato, con l’obbligo di restituire la cosa ricevuta.

Come detto in precedenza, il contratto di comodato è gratuito, altrimenti si tratterebbe di una locazione, ma questo non significa che il proprietario non possa chiedere il pagamento di un contributo per le spese da sostenere per l’immobile.

Il contratto di comodato può essere stipulato in forma verbale o scritta, in questo secondo caso è possibile vedere un esempio su questo sito sul comodato d’uso in questa pagina.
Se il contratto è stipulato in forma scritta, la registrazione è obbligatoria.
La registrazione è anche necessaria se si tratta di un contratto stipulato in forma verbale indicato in un altro atto sottoposto a registrazione.

La registrazione del contratto di comodato deve essere effettuata entro 20 giorni dalla data in cui è stato stipulato presso l’Agenzia delle Entrate.
Per eseguire l’operazione è necessario presentare alcuni documenti.
Duplice copia del contratto, se redatto in forma scritta. In questo caso è dovuto il pagamento dell’imposta di bollo, attraverso contrassegni telematici di 16 euro ogni 4 facciate scritte o ogni 100 righe.
Duplice copia del modello 69 per la richiesta di registrazione, scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.
Ricevuta di pagamento dell’imposta di registro pari a 200 euro, da versare con modello F23, scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate, indicando come codice tributo 109T.
Copia dei documenti di identità di comodante e comodatario.

Il contratto di comodato comporta alcuni obblighi per comodatario e comodante.
Il comodatario deve custodire il bene con attenzione, non può cedere l’utilizzo a altri, deve restituirlo alla scadenza del contratto e deve sostenere le spese digestione.
Il comodante deve risarcire il comodatario se non lo avvisa della presenza di problemi che potrebbero recargli danno e deve sostenere le spese di amministrazione straordinaria.

Il contratto di comodato rappresenta quindi uno strumento molto utile.

Cosa Sono i Mutui a Tasso Fisso

20 nov, 2017
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Attraverso il mutuo a tasso fisso, il mutuatario, per tutta la durata del mutuo, dovrà pagare le rate dello stesso, sottoponendosi sempre ad uno stesso tasso di interesse per tutta la durata del mutuo.
(il tasso d’interesse, cioè, che rimane invariato, rimane uguale, costante)

In questo modo, il mutuatario sa già sin dall’inizio, sin dall’accensione del mutuo, le tasse che dovrà pagare, ovvero la cifra che dovrà restituire e con quale interesse.

Attraverso questo mutuo quindi, si ha un incremento della sicurezza e della stabilità.
Tuttavia, si perde (o meglio, si potrebbe perdere) in convenienza.
Nei momenti, infatti, in cui ci sono dei cambiamenti nei mercati finanziari e mutuatari che vanno a favore dei clienti, dei mutuatari, e quindi i tassi d’interesse scendono; il mutuatario che sta affrontando un mutuo a tasso fisso, non godrà di alcun privilegio.
Tale mutuatario però, non soffrirà nemmeno, quando i cambiamenti porteranno vantaggi agli enti di credito, ovvero quando i tassi d’interesse incrementano.

Infine, il mutuo a tasso fisso comporta delle penali più costose in caso di estinzione anticipata del mutuo.

Tirando le somme, possiamo dire che questo mutuo si adatta a chi cerca la “tranquillità”.

N.B: A determinare l’ammontare del tasso d’interesse fisso sono due fattori : l’Eurirs o Irs (Euro interest rate swap) e lo spread. Il primo viene comunicato quotidianamente dalla FBE (Federazione Bancaria Europea), ed è tanto maggiore tanto più longevo è il mutuo; viceversa, lo spread è deciso dalla banca, e varia tra l’1 ed il 3%.

Mutui Ipotecari e Costi Aggiuntivi

14 nov, 2017
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I mutui ipotecari sono il tipo di Mutuo più diffuso di mutuo, dove l’ipoteca è una tutela per l’istituto bancario che concede il finanziamento.

Trattandosi di una tutela, non solo la banca potrà richiedere alla magistratura di rivalersi sull’immobile ipotecato in caso di insolvenza, ma l’ipoteca non è nemmeno mai pari al capitale concesso in prestito.
Generalmente, infatti, il valore dell’ipoteca è di molto superiore alla cifra erogata, e se normalmente si tratta del 150%, si può arrivare anche a punte del 200% o del 300%.

I “problemi” in caso di Mutuo Ipotecario non finiscono qui però.
Bisogna infatti considerare le spese accessorie che questi tipi di mutuo hanno.
Si va quindi dalla tassa di archivio, fino ai diritti di conservatoria e catastali, oltre alla visura ipotecaria e gli onorari.
Senza dimenticare i Costi Notarili.
Tutte spese che portano ad un costo totale variabile tra i 2000 ed i 2500 Euro.

Il valore dell’ipoteca rispetto alla cifra erogata, unito alle spese accessorie, sono tutti fattori di cui bisogna tenere conto nel momento in cui si decide di accendere un mutuo ipotecario.

Cosa Sono i Mutui Ipotecari

7 nov, 2017
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Il mutuo ipotecario è la forma di mutuo più usata nelle operazioni di compravendita di immobili, ed è noto anche con il nome di mutuo immobiliare. La banca che eroga il capitale oggetto del contratto di mutuo, come tutela aggiuntiva, oltre alle garanzie reddituali, chiede che sull’immobile venga iscritta un’ipoteca (per la quale esistono diversi gradi, che comportano diversi oneri di spesa a livello di entità). Ciò implica che nel caso in cui il mutuatario non dovesse provvedere al pagamento delle rate necessarie per il rimborso della somma finanziata, la banca ha il diritto di richiedere alla magistratura la vendita forzata del bene tramite asta, e con il ricavato ottenere il rimborso del capitale erogato.

Le ipoteche possono presentare diversi gradi, che vengono determinati in funzione della data di iscrizione di ciascuna di esse: la prima iscrizione si riferisce all’ipoteca di primo grado, la seconda (in ordine cronologico) a quella di secondo grado, ecc… Ovviamente il più tutelato è colui che ha ottenuto come garanzia l’ipoteca di primo grado, perché in caso di vendita dell’immobile all’asta otterrà la soddisfazione del proprio credito fino alla sua totale capienza, mentre quelli titolari di secondo grado dovranno accontentarsi delle cifre residue. Per questa ragione il mutuo ipotecario per l’acquisto di una prima o seconda casa è quasi sempre di primo grado.

Invece l’entità incide sull’onorario del notaio, che applica le tabelle sulla base del valore dell’ipoteca iscritta, e non sul reale valore dell’immobile. Molte banche richiedono che l’iscrizione dell’ipoteca avvenga per il 200% del valore, con un evidente, quasi raddoppio delle spese notarili, quindi prima di procedere alla stipula è meglio informarsi anche su questo aspetto.

Il decreto Bersani, oltre alla portabilità dei mutui, ha anche introdotto il principio della cancellazione automatica dell’ipoteca. Infatti l’estinzione avviene con il rimborso integrale del debito, ma per la cancellazione serve un atto formale. Per i mutui fondiari avviene in seguito all’estinzione del rimborso, tramite comunicazione che la banca deve inoltrare presso gli uffici competenti entro il termine di 30 giorni.