Come Rateizzare Somme Contenute nella Comunicazione di Irregolarità

Come Rateizzare Somme Contenute nella Comunicazione di Irregolarità

14 mar, 2017
admin
No Comments

Nel caso in cui il contribuente, a seguito della presentazione di una dichiarazione de redditi, riceve una comunicazione di irregolarità e dopo avere effettuato le opportune verifiche si rende conto che l’importo indicato è dovuto può scegliere di rateizzarne l’importo. Vediamo come procedere.

Per agevolare il contribuente che si rende conto di aver commesso un errore in dichiarazione dei redditi e che la comunicazione di irregolarità che gli è stata inviata è corretta, l’Agenzia delle Entrate consente di rateizzare gli importi richiesti bonariamente con la comunicazione, nella quale sono irrogate sanzioni ridotte ad un terzo dell’aliquota ordinaria (10% in luogo di 30%).

Per usufruire del beneficio bisogna calcolare le rate, cosa che si può facilmente fare utilizzando il software di calcolo messo gratuitamente a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Genericamente per gli importi inferiori a 5.000 euro è consentito rateizzare le somme fino ad un massimo di 6 rate trimestrali, mentre per importi superiori il numero massimo di rate trimestrali è 20.

Se la somma delle rate successive alla prima raggiunge un importo pari o superiore ad euro 50.000 sarà necessario fornire delle garanzie quali ad esempio una polizza fideiussoria o una fideiussione bancaria. In alternativa è possibile chiedere all’ufficio di essere autorizzati a concedere una ipoteca volontaria su beni immobili da parte del contribuente o di terzi. Tali immobili devono essere in piena disponibilità del concedente.

Piano di Accumulo in Fondi di Comuni in Investimento – Come Investire

28 feb, 2017
admin
No Comments

Per chi vuole ottenere buoni rendimenti dai propri risparmi e vuole affidarsi ai gestori dei fondi comuni di investimento, sottoscrivendo quote con cadenza costante mediando il rischio nel medio e lungo periodo, di norma si sceglie il PAC, il piano di accumulo in fondi comuni di investimento, relativamente a cui è possibile vedere questa guida, che è una delle forme di investimento consigliate dagli istituti di credito per avvicinarsi anche all’investimento di tipo azionario, visto che il fai da Te in Borsa può essere spesso altamente rischioso.

Per esempio Fineco, banca on line appartenente al gruppo Unicredit, offre l’opportunità di poter investire, anche con piccoli versamenti periodici, e di costruirsi nel tempo un capitale compatibilmente con le proprie disponibilità ed attitudini al risparmio. L’investimento, una volta sottoscritto il piano di accumulo, viene periodicamente alimentato direttamente on line attraverso la sottoscrizione delle quote dei fondi prescelte, con la possibilità, tra l’altro, di diversificare ancor di più l’investimento scegliendo i “Fondi di Fondi”.

Fineco offre inoltre al cliente la possibilità di sospendere il “PAC” senza la necessità di smobilitare il capitale investito, e con l’opportunità di poter riattivare il piano in qualsiasi momento. I costi offerti da Fineco per l’attivazione del piano di accumulo, e per gli investimenti periodici in automatico, sono tra l’altro molto contenuti: la banca on line del gruppo Unicredit chiede infatti nove euro per l’apertura del “PAC” e 0,95 euro per ogni versamento periodico.

In più, Fineco offre ai propri correntisti la possibilità di usufruire della consulenza gratuita di un Personal Financial Adviser che guida il risparmiatore nella scelta dei fondi giusti compatibilmente con il proprio profilo di rischio. Il Personal Financial Adviser di Fineco è un soggetto indipendente che non ha alcun vincolo di scelta, e che può orientare il risparmiatore verso uno o più degli oltre 3.400 fondi di investimento che la banca on line è in grado di offrire.

Profili Qualificati e Lavoro

20 feb, 2017
admin
No Comments

L’ingresso nel mondo del lavoro è sicuramente uno dei momenti più importanti nella vita di ciascuno di noi.
Si tratta di un processo che coinvolge diversi aspetti, dalla formazione scolastica e specialistica come punto di partenza, alla preparazione del curriculum e di un profilo personale per farsi conoscere, per finire con la candidatura e la presentazione di se stessi alle aziende.

In più, in un mercato del lavoro che sta cambiando velocemente le sue dinamiche, anche i profili con maggiore esperienza o più qualificati si trovano a mettersi in gioco, nel tentativo di dare una svolta alla propria carriera.
La sfida maggiore che si trovano ad affrontare i profili qualificati, quando si mettono alla ricerca di un nuovo lavoro, è quella di riuscire a valorizzare le competenze acquisite e l’esperienza maturata senza che questo costituisca una sorta di minaccia o di atto di presunzione agli occhi dei selezionatori.

Esistono delle piccole attenzioni che vi suggeriamo di avere nella scrittura di un curriculum o durante il colloquio se siete lavoratori con esperienza.

Mantenete il focus. Se avete maturato competenze in un ruolo e in un determinato settore, cercate aziende che operino in quell’ambito. Le deviazioni di percorso possono essere un campanello d’allarme per i selezionatori, magari penseranno che non abbiate focalizzato al meglio i vostri obiettivi nel tempo;

Relazioni, non dati. Nel curriculum, date maggior importanza alle relazioni che avete saputo stabilire piuttosto che compilare una lista di date e nomi di aziende. In questo vi può tornare utile la tecnica anglosassone secondo la quale potete raccontare i vostri risultati attraverso ciò che avete realizzato, ciò che avete risparmiato e ciò che avete raggiunto.

Fate networking. Potete cominciare stilando una lista di aziende alle quali siete interessati e a contattarle non solo in merito all’invio di candidature ad annunci. Oggi la rete offre numerose possibilità in questo senso, spesso infatti le aziende hanno un profilo corporate in LinkedIn o aprono gruppi di discussione per parlare di argomenti che riguardano la propria attività e stimolare la conversazione tra gli utenti. Sono delle ottime occasioni per parlare di ciò che conoscete, per condividere la vostra opinione e mettervi in luce.

Sinceri ma previdenti. La sincerità è fondamentale per ogni rapporto di fiducia che si voglia instaurare con la futura azienda. Perciò, qualora abbiate dei motivi legittimi per spiegare che volete cambiare lavoro esprimeteli senza remore, stando attenti tuttavia a non scaricare tutte le colpe sugli altri; l’atteggiamento critico non viene solitamente apprezzato. Infine, se vi state candidando per una posizione di grado leggermente inferiore rispetto alla maturità lavorativa che avete raggiunto, non giustificatevi con frasi del tipo “sono più contento in posizioni di minore responsabilità” oppure “ho capito di non essere interessato alla leadership” o peggio ancora “non sono più disposto a sacrificarmi per il lavoro”.

Per finire, fate affidamento sulla vostra capacità di persuasione e pensate al colloquio più come a una chiacchierata su attività e ambizioni.

Come Fare un Curriculum Interattivo

14 feb, 2017
admin
No Comments

Da tempo blog e forum di discussione dedicano approfondimenti alla selezione online e alle sue metodologie, che hanno pian piano affiancato quelle più tradizionali. Ma qualche giorno fa anche i giornali più letti d’Italia hanno raccontato il volto nuovo della ricerca di un lavoro, soprattutto per i neolaureati ma anche per chi ha già maturato qualche esperienza nel mondo del lavoro.

Il motivo principale di questo interesse è dato dalla pubblicazione, da parte di uno dei maggiori operatori di consulenza nell’ambito delle risorse umane, di una ricerca effettuata su 30 Paesi, dalla quale emerge che 33 candidati su 100 cercano lavoro attraverso Internet. Per l’Italia, i dati sono leggermente diversi ma altrettanto importanti. Da noi il 18% cerca lavoro sui social network, mentre 1,7 milioni sono gli utenti presenti su LinkedIn.

L’altra faccia della medaglia è che, al contempo, aumentano anche le aziende che sul Web cercano sia i candidati che informazioni su chi ha presentato una candidatura.

Per questo, vi abbiamo più volte raccontato i modi e le tecniche per una corretta gestione della propria reputazione online, affinché l’immagine che emerge di voi dalle tracce che lasciate sul Web sia il più possibile coerente con il profilo che volete dare al possibile datore di lavoro.

Il punto di vista che invece vogliamo affrontare oggi è come questi dati diano la misura di un cambiamento in atto nella ricerca di lavoro, per il quale è necessario aggiornare anche lo strumento che per eccellenza la fa da padrone: il curriculum vitae.
Come possiamo, se non siamo utenti particolarmente creativi o dei guru del Web, avere un curriculum 2.0?

Anche in questo caso, la rete ci viene in aiuto: esistono alcuni strumenti, gratuiti e di facile utilizzo, che tutti possono usare per creare un curriculum interattivo e social o un profilo online che illustri al meglio le proprie skill.
Ecco due tra le piattaforme che hanno avuto più successo per l’efficacia del servizio che offrono.

Flavors.me: il più conosciuto, è un sito attraverso il quale creare uno spazio unico sottoforma di pagina Web, dove raggruppare tutti i social network in cui siamo presenti in rete. Dopo la registrazione, si possono collegare alla propria pagina oltre 30 servizi online tra cui Flickr, Facebook, LinkedIn e ogni tipologia di RSS feed (vedi glossario).

Vizualize.me: si tratta di una nuovissima applicazione che, attraverso la rielaborazione dei dati presenti nel profilo LinkedIn, restituisce un’infografica delle proprie qualifiche e connessioni con un impatto visivo di grande effetto e creatività.

Risparmio Gestito o Risparmio Amministrato – Come Scegliere

7 feb, 2017
admin
No Comments

Non è un periodo semplice per chi si accinge a investire o ha già investito una parte dei propri risparmi. Con l’altalena delle Borse e i rischi finanziari legati al debito pubblico nell’area euro, le preoccupazioni dei piccoli risparmiatori sono aumentate a dismisura e per molte giornate i listini hanno conosciuto momenti di panico. Ma quali sono le opzioni per chi prova a fare fruttare sul mercato una quota dei propri averi? La legge prevede il regime della dichiarazione, il risparmio gestito o quello amministrato.

Poche persone ricorrono al primo tipo di regime di investimento (dichiarazione) perché è piuttosto oneroso fare tutto da soli: il cliente, oltre a decidere da solo quali investimenti fare, deve provvedere in questo caso anche a tutti gli adempimenti fiscali imposti dalla lagge. Le plusvalenze (i guadagni realizzati con l’attività d’investimento) andranno quindi riportati (così come le eventuali minusvalenze, ovvero le perdite) nella propria dichiarazione dei redditi.

Diverso è il caso del risparmio gestito, in cui il risparmiatore delega tutto: dalla scelta di come investire alla gestione del relativo regime fiscale, che verrà effettuata dalla banca o da una società di intermediazione mobiliare (sim) abilitata, che professionalmente si occuperanno del portafoglio e delle dichiarazioni.

L’ultima opzione è invece una via di mezzo: con il regime del risparmio amministrato si provvede di persona agli investimenti ma si delega alla banca o società di gestione del risparmio la parte fiscale.

Cosa succede dal punto di vista fiscale? Bisogna ricordare che la manovra finanziaria di emergenza appena approvata dal governo ha portato al 20% tutte le aliquote sulle rendite finanziarie (ad eccezione dei titoli di Stato), “armonizzando” i due tipi di prelievo che erano stati previsti fino ad oggi sui redditi di capitale e sui redditi diversi.

Sono stati esclusi da questo aumento del prelievo fiscale, oltre a Bot e Btp, anche i buoni fruttiferi postali, i titoli di altri Stati.