Come Aprire Conto in Svizzera

Come Aprire Conto in Svizzera

14 set, 2018
admin
No Comments

Aprire un conto in Svizzera non è solo un’esigenza di miliardari o imprenditori. Oggi, che gli istituti bancari sono così ballerini, anche i piccoli risparmiatori sono interessati alla solidità offerta dal servizio bancario svizzero.

La solidità e la discrezione svizzera non sono però alla mercé di tutti. Non si può pensare di passare la frontiera, entrare in una banca elvetica e pensare di riuscire ad aprire un conto corrente. No, non funziona in questo modo.

Ci si riesce attraverso una rete di conoscenze. Detto volgarmente, dobbiamo essere presentati da qualcuno che, in un certo senso, garantisce per noi.

La soluzione che noi di Investimenti Sicuri vi proponiamo è quella di rivolgersi a “Micheloud & Cie“, società svizzera che si occupa proprio di questo: aprire c/c bancari in Svizzera per conti di clienti stranieri.

Questa società mette a disposizione una procedura molto semplice da realizzare per posta, ma prima di inoltrare la richiesta, consigliamo di raccogliere tutte le informazioni e consultare il sito per accertarti che questa venga effettivamente incontro alle tue esigenze.

Il primo passo è di compilare il modulo che viene proposto.

In breve tempo, ti saranno recapitati i documenti di apertura che dovrai firmare.

I documenti necessari sono riferiti alla tua situazione economica:
– documenti che attestino quali sono i tuoi mezzi di sostentamento (estratti conto bancari, contratti di lavoro)
– origine dei tuoi depositi (ovvero, i documenti che mostrano l’origine economica del tuo deposito)

Infine devi far autenticare la fotocopia del tuo passaporto con un timbro che certifica che il documento è una copia conforme all’originale che puoi farlo recandoti da un notaio pubblico.
Appena la società avrà ricevuto tutti i documenti richiesti firmati, ti sarà aperto il conto presso la banca svizzera.

Per completare la procedura di apertura del conto è di circa 10 giorni, ma in qualche caso possono essere necessari dei tempi più lunghi.

Cosa Serve per Ottenere Mutui

28 ago, 2018
admin
No Comments

Il nostro sito da tempo sta seguendo l’evoluzione del settore dei finanziamenti e dei mutui. Come risaputo, le banche hanno chiuso i rubinetti. Gli istituti di credito hanno incassato i prestiti a tassi agevolati della BCE e ora cosa fanno? Dicono no a gran parte delle richieste di mutuo, tanto che gli italiani, note formichine, si sono adeguate semplicemente contraendo la loro spesa e riducendo i consumi, nella speranza di fare a meno del prestito o del mutuo.

Questo, però, non è sempre possibile. Ecco che diventa importate, per aiutarvi nel processo decisionale, capire quali sono i requisiti per ottenere un mutuo. Una guida per risparmiarvi tempo prezioso e una delusione sicura. Analizzeremo un mutuo prima casa, soprattutto, che sicuramente presenta incentivi fiscali e quindi è più vantaggioso e più facilmente ottenibile.

Che siano mutui per la prima casa a tasso fisso o a tasso variabile, mutui a tasso misto o con CAP, il consiglio, al fine di una corretta richiesta di un mutuo per la prima casa, è di controllare i requisiti essenziali, nel dettaglio, sono
immobile unico con metratura inferiore ai 160 mq: oltre questa soglia l’abitazione viene considerata di lusso
non essere in possesso dell’usufrutto o della nuda proprietà di un altro immobile
l’ubicazione dell’immobile che intende acquistare deve necessariamente coincidere con il comune di
residenza del mutuatario (il richiedente ha 18 mesi per trasferire la residenza a seguito dell’acquisto)

Sono previste, infine, una serie di detrazioni fiscali e agevolazioni riservate ai mutui per la prima casa.

Come Aprire Azienda in Uruguay

14 ago, 2018
admin
No Comments

’Uruguay è uno dei paesi del Sud America più simili all’Europa. Il paese ha sicuramente, come abitudini e clima, molti punti in comune anche con le condizioni di vita italiane. Questo spiega il motivo per cui sempre più imprenditori nostrani stanno valutando la possibilità di spostare la loro azienda nel paese americano.

A chi è interessato ad aprire una piccola azienda in Uruguay, diciamo che ci sono due possibilità: costituire una società a responsabilità limitata o costituire una società per azioni.

Le piccole imprese scelgono generalmente la formula della società a responsabilità limitata – il motivo sta già nel nome: le responsabilità sono minori – mentre le imprese medie e grandi optano per la formula di società per azioni al portatore.

Un metodo molto usato è quello di comperare Spa già costituite o non operanti. I prezzi d’acquisto sono modici e sono diversi, gli studi commercialisti, che si sono specializzati in queste pratiche. L’importo va dai 15000 dollari ai 2000 dollari.

Come già indicato, la formula più usata è quella di Società per azioni al portatore. Quest’ultima distinzione non è casuale: per la costituzione di queste società non è necessario versare materialmente un capitale, e le azioni al portatore consentono che il titolare giuridico della società non appaia in prima persona. Il direttore sarà colui che è responsabile della società. Esso può anche non essere azionista.

Altri tipi di società sono:
– società collettive
– società in accomandita
– società di capitale e lavoro
– società di fatto
– cooperative

Quelle elencate sono forme giuridiche scarsamente adottate dagli imprenditori stranieri, perché connotano un elevato grado di responsabilità.

Come Funziona e Quando si Utilizza il Documento di Trasporto

28 lug, 2018
admin
No Comments

L’esecuzione del contratto di compravendita obbliga il venditore a consegnare la merce oggetto del contratto, sul cui importo si dovrà poi calcolare l’IVA. Per contenere l’evasione da questa imposta, cono stati adottati numerosi provvedimenti che obbligano all’emissione di specifici documenti. Il D.P.R. n.472 del 14 agosto 1996 ha approvato il regolamento che prevede la soppressione dell’obbligo della bolla di accompagnamento per quasi tutte le merci viaggianti. Il decreto prevede il mantenimento dell’obbligo dei preesistenti documenti di accompagnamento per la circolazione dei seguenti beni: tabacchi; prodotti soggetti a diritti di accise, cioè all’imposta di fabbricazione (spiriti, birra, fiammiferi, oli minerali); e prodotti soggetti a imposte di consumo (gas metano, gas liquefatti di petrolio).

In sostituzione alla bolla di accompagnamento, il decreto stabilisce l’emissione di un nuovo documento chiamato documento di trasporto contenenti le seguenti indicazioni: data di effettuazione dell’operazione; numero progressivo del documento; dati identificativi del mittente /cedente; dati identificativi del destinatario/cessionario; dati identificativi del vettore, se interviene; natura e qualità dei beni; e quantità dei beni. Relativamente alle generalità dei soggetti interessati all’operazione, devono essere indicati sul documento i seguenti dati: ditta, denominazione o ragione sociale, domicilio fiscale e, per l’emittente, numero di partita IVA. La causale del trasporto deve essere compilata solo per i trasporti di merci da consegnare a terzi, senza effetto traslativo della proprietà, per esempio la consegna dei beni per lavorazioni, in deposito o in riparazione. Per quanto riguarda la data, è bene indicare anche quella di inizio del trasporto, nel caso in cui differisca dalla data di compilazione del documento stesso (per esempio: documento compilato la sera precedente al trasporto in previsione della partenza delle merci nelle prime ore del giorno seguente).

Il documenti di trasporto (Ddt) deve essere emesso dal cedente prima dell’inizio del trasporto o della consegna; la sua forma è libera, ma deve contenere tutti gli elementi richiesti dal decreto. Questo significa che l’azienda può farsi stampare i Ddt da una qualsiasi tipografia, acquistarli in cartoleria o stamparseli in proprio, per esempio utilizzando questo modello DDT, invece che rivolgersi alle sole tipografie autorizzate, come avveniva per la bolla di accompagnamento.

Viene emesso in duplice copia, di cui una va consegnata al cessionario al momento del ricevimento della merce. La soppressione della bolla di accompagnamento ha mantenuto inalterato il sistema dei controlli su strada realizzati dall’amministrazione finanziaria e dalla Guardia di Finanza. Tali controlli sono rivolti a riscontrare l’osservanza degli adempimenti connessi al Ddt, ma soprattutto ad acquisire informazioni che, riversate nel sistema informatico o comunicate agli organi competenti, potranno far scattare e accertamenti diretti presso le imprese del mittente o del destinatario delle merci sottoposte a controllo.

Come Investire in Car Sharing

14 lug, 2018
admin
No Comments

Bollo auto sempre in aumento, costo RCA…non ne parliamo. Ecco che diventa sempre più importante, sia per il cittadino privato sia per chi gestisce un’attività come noleggiatore di automobili, trovare un’alternativa all’auto. La soluzione? Il car sharing. Certo, molti conoscono il car sharing, ma quanti l’hanno provato?

Peccato, perché i numeri in termini di risparmio, minor stress e, diciamocelo, comodità – volete mettere farvi venire a prendere alla mattina per andare al lavoro quando siete talmente assonnati da non riuscire a tenere gli occhi aperti? – ci sono e sono interessanti.

Il car sharing in Europa, ma anche in Italia, è già realtà. Si parla di circa 15.000 utenti, 573 auto e 383 parcheggi, per una media di circa 26 utenti per ogni auto. Il boom italico lo si vive nella Capitale: pensate che al 31 marzo 2022 gli utenti car sharing sono 2.294: in media, 40 nuovi iscritti al mese.

Per aprire un centro car sharing, non c’è una burocrazia speciale rispetto a quella da affrontare per aprire un centro di noleggio auto. Proviamo a dare uno sguardo all’iter grazie all’articolo proposto dal sito Affari Propri.

Aprire un’attività di car sharing: come fare per la legge
Questo di attività è simile al noleggio di vetture senza conducente. Potremmo dire che si tratta di una formula estensiva e moderna rispetto al tradizionale noleggio di auto senza conducente. Come detto, l’iter per l’apertura di un centro car sharing non si discosta molto da quando richiesto per l’apertura di un centro di noleggio auto o di una qualsiasi altra attività. Iniziamo con il riportare di un decreto e una legge che dobbiamo seguire attentamente e tenere come vademecum per i primi passaggi burocratici. Ci riferiamo al DPR 481/2011 – Legge 241/1990 e all’art. 19 modificato dall’art. 49 c.4bis della legge 122/2010 – DPR 160/2010.

Aprire un’attività di car sharing: cosa fare in concreto
Per prima cosa, diventa essenziale predisporre un parco macchine. Tocca a noi la scelta se concentrarci su vetture di lusso o su utilitarie. Ricordiamo che questa scelta determinerà anche il target dei nostri clienti e comunicherà all’esterno il nostro posizionamento sul mercato. Un buon parco macchine, però, non è nulla senza un efficiente sistema di manutenzione e di pulizia.