Come Diventare Community Manager

Come Diventare Community Manager

28 Ott, 2019
admin
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Risulta essere un dato ormai certo: oltre al surfing and searching, sulla rete ci si sta per tante ore, tutti aggrappati ai social network.

Risulta essere la moda del momento, Facebook, YouTube e gli altri lo dimostrano, faccine e discussioni, amici ritrovati, si passa più tempo a socializzare in rete (magari dimenticando come si fa nella realtà!) che a parlare con il collega della scrivania di fronte alla nostra.

Tutte queste considerazioni per introdurre, allora, un mestiere nuovo, frutto di questo grande utilizzo di social network e forum: il Community Manager.

Una sorta di Gran Cerimoniere della rete, un aggregatore, il Gran Signore delle Community. L’animatore multimediale che stimola discussioni, modera dibattiti agguerriti, organizza eventi e supporta gli iscritti della Community.

Quali sono le caratteristiche del Community Manager? Partiamo da quelle di base, la competenza tecnica sull’uso del personal computer e della rete e degli strumenti di comunicazione usati in Internet. Non meno importanti le capacità di comunicazione e relazione, la capacità di gestire gruppi di lavoro. Accanto a queste che potremmo definire capacità e competenze specifiche di settore, occorre avere anche caratteristiche personali di rilievo quali creatività e leadership che rendono questo mestiere sorprendente.

Molti degli attuali Community Manager si sono formati sul campo, con una sorta di training on the job forzato, muovendosi sulla base del proprio istinto e fiuto personale. Questo perché non esistono corsi di formazione che preparano a questo mestiere nuovo.

A tracciare il profilo formativo del Community Manager, sicuramente si parla, tra le altre, di Laurea in Scienza della Comunicazione, Psicologia, Sociologia.

Per approfondire il tema, ci sono anche degli ottimi master in Web e Tecnologie Multimediali che possono costituire una base di partenza importante.

Il crescente uso di internet e il boom dei social network fanno però di questo nuovo lavoro una opportunità di sviluppo professionale interessante.

In questo contesto, inoltre, si prevede un trend in crescita nelle richieste di questa figura professionale.

Molti potranno veder trasformata la propria passione in lavoro, quindi attenzione a non lasciarsi sfuggire occasioni di lavoro con internet molto interessanti.

Come Aprire un Wine Bar

14 Ott, 2019
admin
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La nascita di molti wine bar diffusi ormai ovunque, ci permette di parlare di questo tipo di attività che si è allargata rapidamente nel nostro Paese, grazie anche alla tradizionale presenza del vino nelle tavole degli italiani ed alla diffusa cultura di questa bevanda che da secoli appartiene alle popolazioni della nostra Penisola.

L’enoteca od il wine bar, diventano così dei locali aperti al pubblico che sanno unire la novità con la tradizione, aggregando giovani e meno giovani all’interno di luoghi pubblici, talvolta spartani, altre volte un po più strutturati ma che mantengono in comune una serie di caratteristiche importanti.
I servizi e gli spazi di intrattenimento per gli avventori in questo tipo di locale, possono essere differenti.
La disponibilità del servizio wi-fi, potrebbe essere uno di questi.

Aprire un wine bar. Chi è il titolare di questa attività?
Il titolare di un wine bar è talvolta una persona giovane ed estroversa, altre volte, è un soggetto con esperienze professionali diverse maturate nel corso degli anni precedenti e dotato di un’età matura che attraverso l’avvio di un’enoteca, intende realizzare un sogno, magari coltivato da tempo per far coincidere : l’apertura di un’attività commerciale con un’iniziativa sociale e culturale insieme., un luogo di incontro e socializzazione originale.
Il cliente dell’enoteca, è costituito da in insieme variegato di persone e talvolta, anche da soggetti ‘molto selettivi’, alla ricerca di un ambiente curato, non sfarzoso, per niente banale, in grado di aggregare personalità anche diverse, in differenti momenti della giornata.
Ecco che il wine bar, diventa così un luogo privilegiato per aperitivi, per un incontro romantico fra coppie che amano discutere davanti ad un bicchiere di vino ma anche un locale che offre spuntini e pranzi veloci per persone di ‘passaggio’ e clienti affezionati.
L’ambiente e l’arredamento, consoni alla mission del locale, sono molto importanti in quanto ‘identificano’ quel particolare luogo.
Le molte ‘personalità’ ed identità che assume questo tipo di attività variano a seconda della capacità/voglia del suo titolare di offrire un punto originale di incontro, relax, ecc..

Come aprire un’enoteca. Le opportunità.
Alcuni locali, sono diventati molto conosciuti ed apprezzati nel corso degli anni ed hanno ‘costruito’ un mondo di persone che si sono affezionate al quel posto.
Il nome di quel locale diventa un brand, per quanto limitato ad una via, ad un’enoteca ma per molti, diventa nel tempo un punto di ritrovo dove incontrarsi con amici, conoscenti e ‘staccare’ dalla routine e dallo stress di tutti i giorni.
La fidelizzazione dei clienti , è un fattore importante per il raggiungimento del successo in questo campo di attività.
Occorre dire che non tutte le enoteche/wine bar hanno successo.
Come ogni attività imprenditoriale, vi sono molte criticità e non è sempre facile riuscire ad ‘azzeccare’ la formula e la strategia migliore.
Un locale di questo tipo ed il suo successo, sono certamente legati alla capacità del suo fondatore/gestore nel saper creare un vero e proprio punto di aggregazione, originale e dotato di un valore aggiunti rispetto agli altri wine bar presenti in giro.
Alcune enoteche sono infatti aperte da molti anni(addirittura decenni), altre, vengono avviate e poi chiudono dopo poco tempo.

Aprire un wine bar. Quanto vale questa attività?
Di fronte ad un wine bar in vendita, è giusto anche domandarsi quanto potrebbe valere un’attività di questo tipo.
E’ difficile definire con precisione il valore effettivo, come peraltro per ogni altro tipo di impresa, in più, il wine bar non è un’attività come tutte le altre.
Non basta verificare il fatturato medio di questa impresa o fare una serie di conteggi relativi ai costi ed ai margini, nonostante siano controlli e calcoli necessari per avere un quadro abbastanza chiaro della situazione economica/finanziaria.
Il wine bar, è molte volte un locale legato al nome, al carattere ed alla filosofia del suo fondatore e quindi, un passaggio di consegne, non garantirebbe sempre la possibilità di riuscire a ‘traghettare’ il suo pubblico da una gestione ad un’altra con certezza.

Come Aprire una Focacceria

14 Set, 2019
admin
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La focacceria è un’attività artigianale di produzione e vendita di alcuni prodotti legati alla panificazione.

Nel corso degli anni sono state avviare numerose attività di questo genere con formule più o meno differenti, quali :

produzione e vendita di questi prodotti nel solito punto (la presenza del laboratorio e del negozio aperto al pubblico contemporaneamente);

semplice punto vendita. In questo caso, si acquista il prodotto da un fornitore che distribuisce/vende ad altri.

Il produttore può essere il medesimo proprietario oppure un altro fornitore.

Aprire una focacceria : gli investimenti ed i costi.
Arredare un punto vendita è l’aspetto basilare.
Questo significa : un bancone, un’insegna, un design che coinvolge anche il locale adibito alla vendita.
Il laboratorio che dispone dei macchinari per impastare e preparare i prodotti finiti.
Eventuali mezzi di trasporto per la consegna.
Strumenti da lavoro (teglie, oggetti di suo quotidiano, ecc.).
Esistono imprese di arredamento e realizzazione forni che dispongono di soluzioni ‘chiavi in mano’ per questo tipo di attività.
Non c’è nulla da inventare su questo fronte.
I costi variano in base alla soluzione ed alle necessità del compratore.

Quali sono i costi periodici.
Certamente il costo del personale rappresenta una delle uscite maggiori per questo tipo di impresa (come del resto in molte altre attività simili).
Le spese derivanti dalle varie utenze : gas, energia elettrica, acqua e dall’altra, il materiale di consumo per produrre i prodotti :
farina , lievito, conserve di pomodori(per la preparazione delle pizzette), materiale per farcire i prodotti (salsicce, melanzane, pomodori, ecc.), ecc..

A tutto questo, aggiungiamo
i costi di locazione dei locali, le spese per la tenuta contabilità, la gestione delle sedi (pulizia, manutenzione annua per imbiancatura, pulizie straordinarie, ecc.);
Per effettuare le consegne ai vari punti vendita (se sono presenti ovviamente maggiori negozi) serve dotarsi di uno o più furgoni e disporre del personale adeguato.
Occorre anche considerare i costi più o meno palesi che riguardano la formazione del personale (in particolari i fornai/pizzazioli).

Aprire una focacceria in franchising.
Esistono già diverse soluzioni chiavi in mano che consentono al futuro imprenditore di cominciare a lavorare subito senza problemi.
Occorre valutare naturalmente i propri obiettivi ed anche il budget a disposizione.

Aprire una focacceria : dove aprire.
Per coloro che intendono partire da zero senza affiliarsi, si consiglia di puntare ad aprire l’attività in zone dove esiste un forte passaggio di persone e quindi, in grado di garantire un giro di affari assicurato.

Tra le zone che hanno offerto maggiori soddisfazioni ai vari imprenditori, incontriamo :
le zone turistiche (anche con attività di tipo stagionale);
i punti localizzati davanti agli istituti scolastici;
tutte le zone dove è possibile effettuare la sosta.

Molto interessante.

Come Affrontare Pranzo di Lavoro

14 Ago, 2019
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Alcune volte risulta facile, altre volte molto piu’ difficile, ma un colloquio di lavoro a pranzo puo’ portare molte volte degli ottimi risultati.

In genere si seguono le regole delle interviste di lavoro, ma con alcune regole aggiuntive di bon ton. Alcuni esempi sono il non parlare con la bocca piena e non fare la scarpetta.

1. Attendete la persona dove vi siete dati appuntamento per il colloquio di lavoro, non sedetevi
al bar. Astenetevi nell’ordinare e bere un drink, peggio ancora se piu’ di uno.

2. Chiedete indicazioni per il tavolo se tutte le persone sono gia’ arrivate.

3. Seguite le indicazioni del vostro interlocutore in materia di cibo e bevande. Prendete il vino solo
se altre persone lo ordinano e se siete a vostro agio.

4. Il cibo che ordinate deve essere tra il prezzo base e un prezzo medio. Attendete, se possibile, le indicazioni degli altri come guida generale.

5. Mangiate qualcosa che sia digeribile e non troppo complicato da mangiare. In poche parole, non ordinate dei cibi come gli spaghetti, il pollo fritto, il maiale o altri cibi cucinati con vari sughi. Potreste sporcarvi il vestito, e non sarebbe una ottima immagine per il vostro possibile futuro datore di lavoro. Cercate di non pulire il piatto facendo la scarpetta, non fate rumore quando masticate o degustate la zuppa.

6. Appena seduti al tavolo, posizionate il tovagliolo per non sporcarvi.

7. Parlate con i vostri interlocutori solo quando avete finito di masticare, utilzzate il contatto
visivo per la vostra disponibilita’ o la diponibilita’ degli altri a parlare. Le persone presenti
al tavolo capiranno.

8. Tenete il passo con per persone presenti in tavola, non finite le pietanze troppo prima degli altri o con troppo ritardo.

9. Ordinate il dolce solo se le altre persone lo ordinano.

10. Preparatevi a lasciare la tavola con tutte le altre persone, anche se non avete finito di mangiare.

Si tratta di regole semplici ma molto utili.

Come Aprire Agenzia di Comunicazione

14 Lug, 2019
admin
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La comunicazione è diventata uno degli strumenti di successo in molti settori e la cura di questo aspetto è diventato basilare in molti contesti, non solo economici della vita di tutti i giorni.

In questi ultimi anni anche il campo della comunicazione ha dovuto rapportarsi con l’arrivo dei nuovi media che a partire dalla Rete hanno modificato alcune regole e comportamenti, obbligando gli esperti di comunicazione ad aggiornarsi continuamente ed a ‘riposizionarsi’ in questo enorme mercato che è andato via via crescendo.

Aprire un’agenzia di comunicazione, significa disporre di una competenza ampia in vari settori, nonché, saper gestire con successo un insieme di relazioni molto ampie che includono vari soggetti (a partire dai potenziali clienti ovviamente).

Aprire un’agenzia di comunicazione. Da dove cominciare.
Un’agenzia di comunicazione è un’impresa di servizi che offre le proprie competenze ad una platea vasta di soggetti : imprese, studi professionali, gruppi politici, attività sociali (questo segmento è molto ampio e diversificato), enti pubblici, ecc..
Talvolta, anche una piccola agenzia di comunicazione tende a specializzarsi in alcuni segmenti particolari, oppure, disponendo di più professionalità, attribuisce ai vari consulenti determinate aree di lavoro.

Per avviare l’attività non occorrono grandi investimenti ‘strutturali’.
E’ sufficiente la disponibilità di un ufficio organizzato con scrivanie, computer, connessioni internet, con un arredamento consono all’attività svolta, ecc..
Essendo un’attività di servizi, non sono previsti limiti all’avvio di questa impresa e quindi, è sufficiente seguire l’iter di ogni altra attività similare (apertura società, iscrizione alla Camera di Commercio, acquisto dei libri contabili, ecc.).

La parte più importante di questo tipo di impresa (e non solo per questa!) è la ricerca dei clienti, cioè, la creazione di un portafoglio clienti in grado di consentire l’attività continua nel tempo.

Una giovane agenzia di comunicazione dovrà quindi ‘comunicare’ la propria visibilità e stabilire un insieme di relazioni e contatti che andranno sviluppati nel tempo.

Talvolta, l’esperienza maturata dai giovani imprenditori, spinge la nuova agenzia a proporre i servizi a potenziali clienti già conosciuti in passato o comunque facenti parte di settori ben conosciuti.

Occorre anche ricordare che l’avvento della Rete ed il sempre maggior interesse mostrato da nuovi soggetti (associazioni volontariato, gruppi politici, enti pubblici, ecc.) per migliorare il proprio ‘messaggio’ e la qualità della comunicazione, sta aprendo nuove e proficue opportunità in questi nuovi ambiti.

Diventare esperto di comunicazione. La formazione.
Il percorso formativo di un esperto di comunicazione è molto ampio e riguarda sia la formazione di tipo scolastico/didattico : percorsi universitari, master, corsi specializzati, ecc. che la formazione acquisita ‘sul campo’, cioè, durante gli eventuali stage ed i periodi di lavoro all’interno di altre agenzie di comunicazione od in uffici simili.
Il percorso formativo dura tutta la vita perché questo settore è in continua evoluzione e l’esperienza costante, permette al professionista di continuare ad apprendere, migliorandosi e confrontandosi con le continue evoluzioni del mercato.

I competitor.
L’offerta di questi servizi è molto ampia sul mercato.
Ci sono numerose imprese di comunicazione attualmente operative in ogni ambito ed in questi ultimi anni, le università ed i master, hanno ‘sfornato’ moltissimi nuovi esperti.
Sulla ‘carta’ quindi, l’offerta è ampia, senza dubbio.

La differenza dovrà essere ‘fatta’ dagli stessi professionisti che dovranno distinguersi dalla concorrenza, riuscendo ad offrire delle soluzioni di livello superiore ed andando a ‘coprire’ quelle nicchie ancora non sufficientemente sature.