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Compilazione della Cambiale – Come Fare

30 apr, 2017
admin
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La cambiale è un titolo di credito in cui è presente la promessa o l’ordine di effettuare il pagamento di una somma di denaro.

La cambiale è di proprietà di chi la possiede. Solo con il possesso si ha il diritto di ottenere la somma indicata sul documento.

Possiamo individuare due tipi di cambiale, il pagherò e la tratta. Il pagherò è una promessa di pagamento, che viene fatta da chi firma la cambiale. Questo soggetto si impegna quindi a pagare una determinata somma di denaro al possessore della cambiale. La cambiale tratta è invece un ordine che il creditore fa al debitore di pagare una determinata somma di denaro nel luogo e alla scadenza indicati.

La cambiale deve avere queste caratteristiche per essere valida.

Deve contenere la denominazione di cambiale.
Deve includere la promessa incondizionata, nel caso di pagherò, o l’ordine incondizionato, nel caso di cambiale tratta, di pagare una somma determinata.
Deve includere la data e il luogo di emissione.
Deve contenere il nome del beneficiario.
Deve essere indicato il luogo del pagamento.
Deve essere firmata da chi emette il documento.
Deve indicare la data. Questa può essere indicata con una data precisa o specificando un periodo successivo alla presentazione. Per dettaglio è possibile fare riferimento a questo sito sulla cambiale su cui è presente una guida in questa pagina.

Il bollo è necessario per l’esecutività della cambiale. L’importo del bollo è proporzionale all’ammontare della somma, più precisamente è pari al 12 per mille dell’importo facciale.

Cosa Sono gli Stakeholder

7 apr, 2017
admin
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Mi e’ stata inviata una domanda via mail e, visto che la risposta potrebbe interessare molti dei miei lettori, ho deciso di pubblicarla.

La domanda è questa: Cosa sono gli Stakeholder?

Il termine è di origine anglosassone, e ad oggi non ci sono traduzioni o riscontri linguistici in italiano.

Comunque, con il termine Stakeholder si intendono tutti i portatori di interesse che gravitano attorno allorganizzazione dell’azienda, e che con le loro opinioni sono capaci di influenzare le decisioni del management. Inoltre stabiliscono con l’azienda relazioni di diversa natura.

Quindi, possono essere esempi di Stakeholder:

Gli azionisti
I lavoratori
I sindacati
Gli enti pubblici
i fornitori
i finanziatori
le associazioni di consumatori
gli abitanti del luogo in cui limpresa sorge

Insomma, sono considerati Stakeholder tutti coloro che sono nel raggio dazione dell’azienda, e che ne vengono in qualche modo, nel bene e nel male, condizionati, investiti, coinvolti.

Negli anni passati, il compito del management era quello di massimizzare il profitto senza “guardare in faccia” a nessuno. Oggi la situazione è cambiata, l’opinione pubblica è diventata più sensibile verso certi temi (ambiente, sicurezza sul lavoro….) e il management ha smesso di concentrarsi solo sulla crescita del profitto, ma è diventato più sensibile alle richieste e alle opinioni dei vari gruppi.

Come Funziona il Franchising

28 dic, 2015
admin
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Con il termine franchising si identifica una sorta di collaborazione commerciale tra un imprenditore privato e un grande marchio già affermato a livello locale, nazionale o mondiale.
Gli imprenditori che optano per il franchising sanno di avere due importanti vantaggi:
Non devono anticipare tutte le spese per avviare l’attività;
Possono contare su una solida struttura commerciale in grado di seguirli costantemente giorno dopo giorno.

Il franchising è detto anche “affiliazione commerciale” mentre il commerciante è l’affiliato e la società madre è l’affiliante.

Questa formula di collaborazione è regolamentata dalla legge n. 129 del 6 maggio 2004 e solitamente gli accordi tra le due figure sono che:
L’azienda madre concede il diritto vendere i propri prodotti o servizi esponendo l’insegna del proprio marchio;
L’affiliato è obbligato a rispettare le procedure standard e il sistema di gestione e produzione dell’azienda madre e a pagare, alla stessa, una percentuale sul fatturato.

Come è possibile immaginare, il franchising ha avuto inizio nel Stati Uniti durante gli anni 30 quando alcune grandi catene di ristoranti hanno imposto al mondo i loro prodotti e il loro remunerativo sistema di gestione.
Venti anni più tardi è toccato ai fast-food (McDonald’s ecc.) e poi ad altri grandissimi marchi (di tutto il mondo) che oggi possiamo riconoscere visitando un qualsiasi centro commerciale.

Il franchising è stato creato soprattutto per agevolare le aziende madri nella vendita dei propri prodotti o servizi. Infatti al rischio (comunque minimo) dell’azienda di scegliere il luogo dell’attività, il personale, di investire nell’arredamento, di rifornire gli scaffali, di acquistare le attrezzature ecc. c’è l’enorme vantaggio di aggirare legalmente la norma antitrust che impone sia dei limiti alla quota di mercato detenibile da una singola società sia una distanza e un bacino di utenza minimo fra due punti vendita dello stesso settore merceologico.
Questo è ottenibile in quanto il proprietario dell’attività è un soggetto diverso dal marchio aziendale.
Inoltre i costi di gestione dell’attività sono a carico dell’affiliato, con un ulteriore vantaggio economico dell’azienda madre.

Suggerimenti
E’ consigliabile essere affiancati da un legale e da un consulente commerciale prima di procedere alla firma di un contratto in franchising in modo da essere certi e coscienti delle limitazioni, vantaggi, svantaggi che avrete in futuro; potete anche consultare il sito dell’AssoFranchising.
Per ogni evenienza, sarebbe meglio imporre una durata al contratto e in questo caso si deve essere certi di avere il tempo necessario ad ammortizzare l’intero investimento sopportato.
Tenete presente che la maggior parte dei contratti di franchising vengono stipulati con marchi che hanno un enorme potere commerciale in tutto il mondo e questo può portarli a impostare il loro “pensiero di mercato” in modo specifico e indiscutibile. Questo potrebbe rivelarsi una lama a doppio taglio: è preferibile valutare diversi marchi dello stesso settore prima di firmare un contratto vincolante.