Category Archives: Soldi

Come Richiedere il Certificato del Casellario Giudiziale

31 mar, 2017
admin
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Il certificato del casellario può essere Generale, Penale o Civile. Il certificato Generale riporta le sentenze passate in giudicato in materia penale, civile ed amministrativa da parte del richiedente. E’ richiesto per certificati di adozione, permessi di soggiorno, e assunzioni nelle amministrazioni pubbliche. I certificati penali e civili trattano invece specificatamente le materie indicate.

La richiesta può essere presentata dall’interessato senza alcuna specifica motivazione ad una qualsiasi Procura della Repubblica indipendentemente dal luogo di nascita o residenza.
Alla richiesta deve essere esibito un documento di identità valido o un documento con foto rilasciato da una amministrazione pubblica, tipo la patente il passaporto ecc.
Se la richiesta viene fatta da un delegato, occorre che questo abbia una delega e la fotocopia di un documento di identità del richiedente, e un suo documento di identità.

I costi sono i seguenti:
1.1 marca da bollo per atti giudiziari da 14,62 euro ed una per diritti di cancelleria da 3,54 euro per il certificato generale o civile.
2.1 marca da bollo da 3,54 euro per il certificato penale.
Se vi è una richiesta d’urgenza occorre 1 ulteriore marca per i diritti di cancelleria da 3,54 euro.

Il certificato viene rilasciato solitamente il giorno successivo alla richiesta, a meno che non sia richiesta d’urgenza, in questo caso la consegna viene effettuata la mattina stessa.

Il D.lgs 445 del 28/12/200 all’art. 46 stabilisce che il certificato presentato ad una amministrazione pubblica può essere sostituito da una Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione. Per scrivere questo documento è possibile utilizzare questo modello presente sul sito Autocertificazioni.net.
Per i cittadini non appartenenti all’Unione Europea è obbligatoria presentare anche un permesso di soggiorno non scaduto.

Come Presentare Prodotti su eBay

20 mar, 2017
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Inserisci oggetti su eBay che vengono puntualmente ignorati. Probabilmente è perchè, anche se il tuo oggetto è fantastico, il titolo non è in grado di attirare le offerte o più semplicemente non compare nei risultati delle ricerche dei potenziali acquirenti.

Inserisci parole chiave nel titolo della tua asta, senza timore di ripeterti e pensando a come si comporterebbe un potenziale acquirente in cerca dell’oggetto che stai vendendo. Se ad esempio stai vendendo un orologio, non mettere solo la marca ed il modello. Inserisci anche parole che potrebbero essere correlate, come ad esempio “accessori”, “automatico”, “lusso”, “da polso” e così via inserendo tutte le parole che a tuo avviso un utente potrebbe digitare quando cerca un orologio. Evita i numeri e le sigle, perchè difficilmente vengono cercate dagli utenti! Così come gli errori di battitura o eccessiva punteggiatura.

Una volta inserite le parole chiave, crea un testo accattivante. Inserisci parole “bonus” che a colpo d’occhio fanno risultare più interesante un oggetto rispetto a tanti altri. Ecco alcuni esempi che spingono ad entrare a leggere la descrizione di un oggetto: nuovo, bonus, raro, garanzia, offerta speciale, unico.

Inserisci un’immagine del tuo oggetto. Un’inserzione senza immagine viene visitata in media 7 volte meno di una con una immagine. Poichè solamente la prima immagine è gratuita, se vuoi inserirne un numero maggiore c’è un piccolo trucco: fai un collage delle immagini e uniscile con un editor di immagini salvandole come unico file. In questo modo per ebay avrai inserito una sola foto, mentre in realtà, sarà come averne inserite 2 o più.

Come Rateizzare Somme Contenute nella Comunicazione di Irregolarità

14 mar, 2017
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Nel caso in cui il contribuente, a seguito della presentazione di una dichiarazione de redditi, riceve una comunicazione di irregolarità e dopo avere effettuato le opportune verifiche si rende conto che l’importo indicato è dovuto può scegliere di rateizzarne l’importo. Vediamo come procedere.

Per agevolare il contribuente che si rende conto di aver commesso un errore in dichiarazione dei redditi e che la comunicazione di irregolarità che gli è stata inviata è corretta, l’Agenzia delle Entrate consente di rateizzare gli importi richiesti bonariamente con la comunicazione, nella quale sono irrogate sanzioni ridotte ad un terzo dell’aliquota ordinaria (10% in luogo di 30%).

Per usufruire del beneficio bisogna calcolare le rate, cosa che si può facilmente fare utilizzando il software di calcolo messo gratuitamente a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Genericamente per gli importi inferiori a 5.000 euro è consentito rateizzare le somme fino ad un massimo di 6 rate trimestrali, mentre per importi superiori il numero massimo di rate trimestrali è 20.

Se la somma delle rate successive alla prima raggiunge un importo pari o superiore ad euro 50.000 sarà necessario fornire delle garanzie quali ad esempio una polizza fideiussoria o una fideiussione bancaria. In alternativa è possibile chiedere all’ufficio di essere autorizzati a concedere una ipoteca volontaria su beni immobili da parte del contribuente o di terzi. Tali immobili devono essere in piena disponibilità del concedente.

Liberi Professionisti e Spese per le Trasferte

28 nov, 2016
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Recentemente sono stati apportati sostanziali cambiamenti al regime fiscale delle spese di vitto e di alloggio sostenute in trasferta dai liberi professionisti e dagli imprenditori, invece non è stato oggetto di modifica alcuna il trattamento fiscale delle spese di vitto e alloggio sostenute in trasferta dai lavoratori dipendenti e dai lavoratori parasubordinati. Bisogna ricordare che le spese in esame riguardano i servizi alberghieri, quali il pernottamento e il servizio di ristorazione, ovvero la somministrazione di alimenti e di bevande. Nel prosieguo ci si occuperà esclusivamente dei liberi professionisti che godono, qualora sia rispettato il principio dell’inerenza del costo, di un proprio trattamento fiscale, che è pure estendibile agli esercenti attività artistica.

In ragione dell’IRPEF, la deducibilità delle spese inerenti il vitto e l’alloggio varia in rapporto alla finalità per cui il libero professionista le ha sostenute per se stesso, in uno specifico periodo di imposta e in occasione della propria trasferta.

-Spese di vitto e alloggio sostenute per l’espletamento, in trasferta, dell’attività professionale In questo caso, la deducibilità della succitata categoria di oneri è ammessa per il 75% del loro ammontare, entro il limite del 2% dei compensi annui.

-Spese di vitto e alloggio sostenute dal libero professionista per rappresentanza Tali costi sono deducibili per il 75% del loro valore, ma entro il limite dell’1% del compenso annuo percepito dal libero professionista. In questa fattispecie, la spesa di vitto e di alloggio è ritenuta di rappresentanza allorché la connessa trasferta sia finalizzata all’incontro del libero professionista col cliente o col potenziale cliente, per instaurare un rapporto di pubbliche relazioni, che si attua nei seguenti contesti di intrattenimento.

-Spese di vitto e alloggio sostenute dal libero professionista per la partecipazione a convegni, seminari e corsi professionali In questo caso è previsto un doppio limite: ovvero la deducibilità è ammessa per il 75% della metà del loro ammontare. In sostanza tali spese sono deducibili per il 37,5% del proprio valore.

Ai fini IRAP, si applica il medesimo trattamento fiscale appena analizzato in riferimento all’IRPEF. Inoltre, per completezza di analisi ed in modo sommario, bisogna ricordare che il libero professionista è soggetto al pagamento dell’IRAP esclusivamente quando svolge la sua attività professionale in forma di autonoma organizzazione.

Nello specifico delle tre succitate tipologie di oneri, inerenti il vitto e l’alloggio, sostenuti dal libero professionista in trasferta, l’IVA è interamente detraibile: per beneficiare, però, di tale detraibilità, il prestatore dei servizi alberghieri e di ristorazione deve rilasciare ed intestare al libero professionista apposita fattura, unico documento contabile che riporta l’ammontare dell’IVA separato dal costo puro delle prestazioni succitate.

L’eventuale rilascio di scontrino fiscale o di ricevuta fiscale, in cui l’ammontare dell’IVA è inglobato nel costo puro della prestazione, ossia non è contabilizzato separatamente, non concede al libero professionista la possibilità di detrarsi l’IVA, questo anche se l’IVA stessa è desumibile con la tecnica dello scorporo. Conseguentemente l’IVA non ammessa in detrazione è posta ad aumento del costo sostenuto e subisce, ai fini delle imposte dirette, il trattamento fiscale esaminato in precedenza.

Tassi Mutui – Quali Sono

20 nov, 2016
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Esistono molte tipologie di mutuo, diverse per le modalità di calcolo del tasso di interesse che pagherete:
– mutuo a tasso fisso: il tasso di interesse resta fisso per tutta la durata del finanziamento. Quindi sapete l’importo di ogni singola rata del mutuo per tutta la sua vita. Di solito il tasso applicato è calcolato nel seguente modo: tasso IRS + spread applicato dalla banca.
Tasso sul mutuo

Esistono molte tipologie di mutuo, diverse per le modalità di calcolo del tasso di interesse che pagherete:
– mutuo a tasso fisso: il tasso di interesse resta fisso per tutta la durata del finanziamento. Quindi sapete l’importo di ogni singola rata del mutuo per tutta la sua vita. Di solito il tasso applicato è calcolato nel seguente modo: tasso IRS + spread applicato dalla banca.

Se per esempio chiedete un finanziamento a 20 anni e la banca applica uno spread del 1,50% pagherete come tasso IRS 20 anni + 1,50%. Se nel giorno della stipula l’IRS a 20 anni è il 4%, pagherete come tasso fisso 4% + 1,50% =5,50% per tutta la durata

– mutuo a tasso variabile: il tasso di interesse varia a seconda dei tassi di mercato, quindi anche la rata che andate a pagare ad ogni scadenza varia (perchè varia l’importo degli interessi). D’alto canto con il tasso variabile si inizia con un tasso passivo più basso. Anche qui il tasso che pagate è determinato da una somma: Euribor (di solito a 6 mesi) + spread applicato dalla banca. Quindi se oggi l’Euribor a 6 mesi è il 2,20% e lo spread applicato l’1,40%, pagherete un tasso di 2,20% + 1,40% = 3,60%. Se tra un anno l’Euribor a 6 mesi è passato al 2,70%, tra un anno pagherete 2,70% + 1,40% = 4,10%.

– mutui misti/modulari: a intervalli predefiniti danno al Cliente la possibilità di scegliere tra tasso fisso e tasso variabile per il periodo successivo.

– mutuo a tasso variabile con cap: è un mutuo a tasso variabile, indicizzato all’euribor, in cui il tasso pagato non puo’ in ogni caso superare un certo livello massimo (il cap appunto, o tetto di tasso). Questo tipo di mutuo offre quindi una protezione parziale in caso di forte rialzo dei tassi di interesse

– mutui a tasso variabile e rata fissa: detti anche mutui affitto, sono mutui a tasso variabile (quindi indicizzato all’euribor, come i mutui tasso variabile classici) ma a rata prefissata. In caso di rialzo tassi, invece che crescere l’importo della rata, aumenta la durata del mutuo. In caso di calo di tassi si riduce la durata del mutuo.

Molto interessante.