Category Archives: Soldi

Eurirs – Significato e Definizione

28 mag, 2018
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L’EURIRS o IRS sta per Euro Interest Rate Swap ed è una tasso utilizzato
nel calcolo delle rate dei mutui a tasso fisso.

Calcolo e Finalità dell’EURIRS
L’EURIRS è la media ponderata delle quotazioni con cui le banche realizzano l’ IRS (Interest Rate Swap).
In sostanza si tratta del risultato dell’accordo (swap) raggiunto fra le banche e i soggetti che vogliono accollarsi il rischio di un tasso fisso.
Infatti, se i tassi d’interesse aumentano, la banca rischia di perdere tanto. Per questo serve una terza parte per garantire il mutuo al cliente.

In questo modo l’EURIRS va ad aggiungersi alla variabile spread per il calcolo del tasso fisso del mutuo.

L’EURIRS e il mutuo a tasso fisso
Prima di chiedere un mutuo a tasso fisso si consiglia dunque di verificare l’andamento del tasso che determinerà la rata del mutuo. L’EURIRS viene diffuso dalla Federazione Bancaria Europea e si può facilmente visualizzare sul Sole 24 ore.
L’IRS varia in base alla durata del mutuo. Si intuisce come un periodo più lungo corrisponda ad un maggior rischio e quindi ad un tasso più alto.

Euribor – Significato e Definizione

14 mag, 2018
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L’acronimo EURIBOR sta per “Euro Interbank Offered Rate” ovvero “Tasso interbancario di offerta in euro”. L’EURIBOR non è altro che un indicatore creato per rappresentare una situazione di mercato, una sorta di termometro della condizione dei mercati dei capitali europei.

Finalità dell’EURIBOR
Esso in pratica definisce il costo del denaro ed è il riferimento per le transazioni finanziarie in Euro tra i grandi istituti di credito europei.
Proprio perché usato dalle grandi banche primarie per scambiarsi i depositi a termine, è considerato un benchmark molto affidabile e viene utilizzato, di conseguenza, per vincolare ad esso l’oscillazione del tasso variabile per i mutui.

Come si calcola l’EURIBOR
Il criterio di calcolo avviene attraverso quattro stadi
Contribuzione
Ogni mattina, entro le ore 10.45, le banche di un campione rappresentativo inseriscono i propri dati in pagine di contribuzione telematiche del sistema informativo di una società, la Reuters Ltd.
Verifiche preliminari
Da quel momento in poi, fino alle 11.00, i dati possono essere corretti ed aggiornati.
Calcolo
Dopo le 11.00 i responsabili del calcolo della Reuters iniziano ad elaborare i dati calcolandone una semplice media, scartando il 15% delle contribuzioni di valore maggiore e il 15% delle contribuzione di valore più basso.
Pubblicazione
Se il calcolo viene ritenuto valido (ovvero se almeno dodici soggetti bancari hanno contribuito), i risultati sono pronti per la pubblicazione, altrimenti la Reuters utilizza contatti diretti per sollecitare la contribuzione.
La rilevazione dell’EURIBOR avviene tutti i giorni lavorativi, in modo da far risultare il suo valore sempre precisamente aggiornato.

L’EURIBOR e il mutuo a tasso variabile
Per calcolare l’indicizzazione di un mutuo a tasso variabile, le banche sommano all’EURIBOR uno Spread aggiuntivo che definisce, in termini di quantità, il costo del rischio del mutuatario.
Per questo è consigliato verificare il tasso prima di accendere un mutuo di questo tipo. I valori sono reperibili sul Sole 24 Ore.

Affidabilità dell’EURIBOR
A garanzia ulteriore dell’affidabilità dell’EURIBOR esiste anche un comitato indipendente di esperti del mercato: lo Steering Committee. Esso ha il compito di monitorare lo sviluppo del mercato e di controllare il rispetto del codice di condotta. Il comitato è promosso anche dalla FBE e dall’Aci, la Financial Market Association.

Come Funziona il Microcredito

28 apr, 2018
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Il 2018 si sta annunciando, per l’economia italiana, come l’anno della possibile ripresa. In questo scenario, particolare attenzione va al mondo delle piccole e medie imprese e delle micro pmi. In particolare, per sostenerne la crescita e lo sviluppo economico, il Governo punta su tre leve fondamentali: “stimolo agli investimenti produttivi, in particolare quelli votati all’innovazione, modernizzazione della finanza d’azienda e rafforzamento della proiezione internazionale del tessuto produttivo”, si legge nello Small Business Act del Ministero dello Sviluppo Economico. Nel corso dell’anno scorso sono state adottate inoltre varie misure volte a migliorare le condizioni di liquidità e di accesso al credito delle imprese, nonché a ridurre il grado di sottocapitalizzazione e la forte dipendenza del sistema produttivo italiano dal mondo bancario. “

In questo contesto va inserito il fondo di garanzia per le pmi, che cerca di attenuare, almeno parzialmente, gli effetti del credit crunch dando la possibilità di accedere a garanzie statali gratuitamente. Nonostante questo, C’è, ancora un’ampia domanda di credito che rimane insoddisfatta: crediti di piccoli importi concessi a persone che sarebbero normalmente escluse da sistema di credito tradizionale, non avendo garanzie reali da presentare.

Di qui, la nascita del microcredito, uno strumento che tenta di sopperire alle carenze del sistema bancario tradizionale, e del Fondo di garanzia per il microcredito. In pratica, si tratta di piccoli finanziamenti fino a 25 mila euro (che in alcuni casi possono arrivare a 35 mila euro) che sono garantiti dallo Stato per progetti di micro imprenditorialità. Le risorse disponibili sono pari a 30 milioni di euro, a cui si aggiungono i versamenti volontari destinati da enti, associazioni, società o singoli cittadini al sostegno della micro imprenditorialità.

Quanto ai destinatari, possono usufruire del microcredito tutte le imprese individuali con partiva Iva da non più di 5 anni e che non superano i 5 dipendenti, e tutti i professionisti iscritti agli ordini professionali (sono escluse però le persone fisiche prive di partita Iva). Infine, per accedere alla garanzia non bisogna aver riportato, nei 3 anni precedenti alla richiesta, attivi di bilancio superiori ai 300 mila euro l’anno o ricavi lordi superiori ai 200 mila euro e non bisogna aver oltrepassato i 100 mila euro di passivo.

Quali Sono i Tipi di Ipoteca – Guida

20 apr, 2018
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L’ipoteca è un diritto di garanzia di un creditore su un bene immobile
o un bene mobile registrato.

Con l’ipoteca il debitore e proprietario del bene non ne perde il possesso.

I mutui ipotecari sono invece quelli assistiti da ipoteca e sono tali nella maggior parte dei casi. Il creditore ha in questo caso il diritto di chiedere l’espropriazione e la vendita forzata del bene.

Esiste un diritto di sequela dell’ipoteca: se il proprietario del bene cambia, l’ipoteca rimane.

Risulta essere la Conservatoria dei Registri Immobiliari del territorio di riferimento che si occupa delle registrazioni delle iscrizioni ipotecarie.

L’ipoteca può riguardare anche autoveicoli, imbarcazioni e aeromobili, purchè registrati.
In ogni caso un’ipoteca non può gravare su più di un bene e non può essere utilizzata per più di un debito.

Limite d’importo di un’ipoteca
Generalmente il limite d’importo di un’ipoteca corrisponde al doppio del mutuo. Se il contratto ha una durata più lunga, la somma iscritta (limite d’importo) può arrivare al triplo del mutuo. Con l’iscrizione di grandi importi lievitano anche i costi notarili, proprio perché gli oneri del notaio non sono proporzionali all’importo del debito, ma alla somma iscritta.

Tipi di ipoteche
Ci sono tre tipi di ipoteche: volontarie, giudiziali e legali.

Ipoteca volontaria
La più comune fra le ipoteche viene iscritta per volontà del proprietario del bene in garanzia di un debito.

Ipoteca giudiziale
Nel caso di un creditore scontento che chiede l’ipoteca ad un giudice, ci troviamo di fronte ad un caso di ipoteca giudiziale. L’ipoteca giudiziale può essere iscritta anche a seguito di un debito di basso importo.

Ipoteca legale
L’ipoteca legale è un caso più raro e può essere richiesta in casi particolari. Essa può essere utilizzata quando il venditore non riceve il totale pagamento del bene venduto o quando coeredi lasciano pagamenti in sospeso. L’iscrizione di tali ipoteche avviene in modo automatico.

Come Scegliere il Tasso di un Mutuo

7 apr, 2018
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Il dilemma della scelta del tasso d’interesse per il proprio mutuo è e sarà
sempre il primo dubbio da sciogliere. Dunque, tasso fisso o variabile?

Tasso fisso o variabile
In base all’esperienza, si sa che quando il tasso d’interesse non si allontana molto dal 5%, è il caso di scegliere il tasso fisso. Invece, se il tasso supera la soglia del 5 %, è preferibile passare al tasso variabile. Questa indicazione generale ovviamente non è l’unica da prendere in considerazione nella valutazione del tasso d’interesse da utilizzare.
Intanto, bisogna tener presente che il tasso d’interesse variabile ha la sua maggior importanza nei primi anni di un mutuo, ovvero quando il debito è maggiore.
Ancora, si può notare come il debito residuo diminuisca più velocemente con tassi più bassi.
Un’altra osservazione riguarda l’andamento del debito residuo a tassi diversi. Va infatti segnalato che con tassi più bassi il capitale si riduce più in fretta.

Assicurazione con il Tasso CAP
Per proteggersi dal tasso variabile, una soluzione può essere il cosiddetto Tasso CAP (“Capped Rate”).
In pratica, si tratta di un’assicurazione che copre le rate relative ad un aumento del tasso oltre un certo limite. Ovviamente, il costo assicurativo genera un tasso maggiore, in genere dello 0,50-0,70%. Con tale assicurazione, il richiedente conosce a priori il tasso massimo a cui potrebbe andare incontro.

Ammortamento a durata variabile
Tasso variabile con rata fissa? Basta scegliere l’ammortamento a durata variabile. In questo caso ciò che cambia è la durata e il numero delle rate.
Dunque, non si tratta di un vero e proprio risparmio, ma piuttosto di un metodo comodo. Infatti, avere una rata costante, indipendente dalla variazione del tasso d’interesse, è più semplice. Ma l’oscillazione del tasso comunque viene recuperata sulla durata, dilatandola o restringendola a seconda dei casi.