Category Archives: Lavoro

Come Aprire Azienda in Uruguay

14 ago, 2018
admin
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’Uruguay è uno dei paesi del Sud America più simili all’Europa. Il paese ha sicuramente, come abitudini e clima, molti punti in comune anche con le condizioni di vita italiane. Questo spiega il motivo per cui sempre più imprenditori nostrani stanno valutando la possibilità di spostare la loro azienda nel paese americano.

A chi è interessato ad aprire una piccola azienda in Uruguay, diciamo che ci sono due possibilità: costituire una società a responsabilità limitata o costituire una società per azioni.

Le piccole imprese scelgono generalmente la formula della società a responsabilità limitata – il motivo sta già nel nome: le responsabilità sono minori – mentre le imprese medie e grandi optano per la formula di società per azioni al portatore.

Un metodo molto usato è quello di comperare Spa già costituite o non operanti. I prezzi d’acquisto sono modici e sono diversi, gli studi commercialisti, che si sono specializzati in queste pratiche. L’importo va dai 15000 dollari ai 2000 dollari.

Come già indicato, la formula più usata è quella di Società per azioni al portatore. Quest’ultima distinzione non è casuale: per la costituzione di queste società non è necessario versare materialmente un capitale, e le azioni al portatore consentono che il titolare giuridico della società non appaia in prima persona. Il direttore sarà colui che è responsabile della società. Esso può anche non essere azionista.

Altri tipi di società sono:
– società collettive
– società in accomandita
– società di capitale e lavoro
– società di fatto
– cooperative

Quelle elencate sono forme giuridiche scarsamente adottate dagli imprenditori stranieri, perché connotano un elevato grado di responsabilità.

Come Funziona e Quando si Utilizza il Documento di Trasporto

28 lug, 2018
admin
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L’esecuzione del contratto di compravendita obbliga il venditore a consegnare la merce oggetto del contratto, sul cui importo si dovrà poi calcolare l’IVA. Per contenere l’evasione da questa imposta, cono stati adottati numerosi provvedimenti che obbligano all’emissione di specifici documenti. Il D.P.R. n.472 del 14 agosto 1996 ha approvato il regolamento che prevede la soppressione dell’obbligo della bolla di accompagnamento per quasi tutte le merci viaggianti. Il decreto prevede il mantenimento dell’obbligo dei preesistenti documenti di accompagnamento per la circolazione dei seguenti beni: tabacchi; prodotti soggetti a diritti di accise, cioè all’imposta di fabbricazione (spiriti, birra, fiammiferi, oli minerali); e prodotti soggetti a imposte di consumo (gas metano, gas liquefatti di petrolio).

In sostituzione alla bolla di accompagnamento, il decreto stabilisce l’emissione di un nuovo documento chiamato documento di trasporto contenenti le seguenti indicazioni: data di effettuazione dell’operazione; numero progressivo del documento; dati identificativi del mittente /cedente; dati identificativi del destinatario/cessionario; dati identificativi del vettore, se interviene; natura e qualità dei beni; e quantità dei beni. Relativamente alle generalità dei soggetti interessati all’operazione, devono essere indicati sul documento i seguenti dati: ditta, denominazione o ragione sociale, domicilio fiscale e, per l’emittente, numero di partita IVA. La causale del trasporto deve essere compilata solo per i trasporti di merci da consegnare a terzi, senza effetto traslativo della proprietà, per esempio la consegna dei beni per lavorazioni, in deposito o in riparazione. Per quanto riguarda la data, è bene indicare anche quella di inizio del trasporto, nel caso in cui differisca dalla data di compilazione del documento stesso (per esempio: documento compilato la sera precedente al trasporto in previsione della partenza delle merci nelle prime ore del giorno seguente).

Il documenti di trasporto (Ddt) deve essere emesso dal cedente prima dell’inizio del trasporto o della consegna; la sua forma è libera, ma deve contenere tutti gli elementi richiesti dal decreto. Questo significa che l’azienda può farsi stampare i Ddt da una qualsiasi tipografia, acquistarli in cartoleria o stamparseli in proprio, per esempio utilizzando questo modello DDT, invece che rivolgersi alle sole tipografie autorizzate, come avveniva per la bolla di accompagnamento.

Viene emesso in duplice copia, di cui una va consegnata al cessionario al momento del ricevimento della merce. La soppressione della bolla di accompagnamento ha mantenuto inalterato il sistema dei controlli su strada realizzati dall’amministrazione finanziaria e dalla Guardia di Finanza. Tali controlli sono rivolti a riscontrare l’osservanza degli adempimenti connessi al Ddt, ma soprattutto ad acquisire informazioni che, riversate nel sistema informatico o comunicate agli organi competenti, potranno far scattare e accertamenti diretti presso le imprese del mittente o del destinatario delle merci sottoposte a controllo.

Come Aprire un Agriturismo

25 apr, 2018
admin
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In un periodo particolarmente attento , dopo l’ondata degli anni novanta , ad un recupero della vita nella natura e nel contatto con l’ambiente ad un basso impatto, si è andata affermando la realtà degli agriturismi , strutture ricettive particolari , caratterizzate dalla presenza del verde , spesso proprio in campagna, tra campi coltivati , orti, e, sempre più spesso, allevamenti di animali e maneggi.
Per una vacanza nel segno della natura e del relax. Ma quali sono i passi da compiere per iniziare un cammino imprenditoriale di questo genere?

L’agriturismo è una forma di ricezione turistica tutta particolare: la peculiarità di un soggiorno in un posto del genere, infatti , è la ricerca del contatto con la natura.

Proprio per definizione legale e giuridica , infatti , l’agriturismo nasce come la possibilità per chi possiede un’azienda agricola di ospitare turisti nella propria tenuta , ovviamente dietro compenso.
Questo significa fondamentalmente due cose: innanzitutto l’offrire a chi viene ospitato la possibilità di girare tra i campi, senza intralciare i lavori di coltivazione e di allevamento, naturalmente.
E poi il rifornire le proprie conserve alimentari con i prodotti della propria terra, offrendo direttamente agli ospiti nei pasti la propria frutta e la propria verdura, uova e latte, derivati compresi , dei propri animali, magari addirittura il proprio grano.
Meglio ancora, e molto più richiesto vista l’attenzione al tema della naturalezza e della provenienza del cibo degli ultimi decenni , se si può disporre di coltivazioni biologiche.

Se inizialmente questo tipo di possibilità nasce indirizzata a tutti coloro che, già coltivatori e / o fattori fossero già in possesso di una struttura adeguata, nel tempo è diventata una forma sempre più frequente di investimento.
Se infatti si può disporre di una bella cifra , dal momento che quella necessaria è una somma molto consistente , si può acquistare direttamente un casolare , oppure una cascina , magari già avviata , per iniziare contestualmente i lavori agricoli e quelli di ricezione turistica.
Naturalmente anche questo tipo di investimento , come tutti gli altri , richiede di inoltrarsi in labirinti burocratici contorti e in cui non è sempre semplice districarsi, per ottenere tutta la documentazione del caso.

Innanzitutto , è bene ricordare che , come per la formula di bed and breakfast, anche per gli agriturismi è necessario risiedere in loco , conditio sine qua non prevista per legge.
Inoltre , proprio per rispettare la formula originaria , mai modificata , con la quale è stato regolamentato questo tipo di attività, non è possibile costruire ex novo un edificio per adibirlo ad agriturismo.
E’ infatti necessario che la struttura sia già esistente, e, in merito , si può recuperare una vecchia struttura, anche se decadente e in pieno sfacelo , ma non si può creare dal nulla un edificio apposito.

Per scegliere il luogo adatto, è importante considerare diversi fattori: oltre all’ovvio valore dell’immobile e del costo dell’eventuale ristrutturazione , quando necessaria , bisogna considerare quanto il terreno sia adatto alla coltivazione , dal momento che anche questa è una ragione che potrebbe pregiudicare l’intera autorizzazione.
Inoltre bisogna tenere in considerazione quanto sia consistente il flusso turistico nella zona , e quanto possa essere di interesse il punto in cui troviamo la struttura idonea. Per qualche consiglio aggiuntivo è anche possibile vedere questa guida su come aprire un agriturismo su Tuaimpresa.net

Meglio sarebbe, infatti , orientarsi su zone che possano attirare turisti indipendentemente , come luoghi vicini ad aree di interesse culturale , oppure vicino al mare o alla montagna.
Questo proprio per poter sfruttare un’onda turistica già esistente e partire con delle basi più solide e con delle fondamenta un po’ più resistenti , dal momento che la scommessa economica sarà davvero importante.
Una volta individuata la struttura , sia che sia già pronta , sia che sia da ristrutturare completamente, si possono cominciare a prendere contatti con i vari uffici di competenza.

E’ infatti necessario informarsi subito presso l’ufficio provinciale di competenza , di solito , a seconda della provincia e della regione interessate , facendo riferimento agli uffici che riguardano le attività delle funzioni agricole, recandosi anche presso l’ispettorato di queste ultime.
Quando avremo le idee chiare e saremo pronti a partire con l’impresa, dovremo ricordare che ci sono una serie di informazioni che dovremo essere in grado di fornire contestualmente alla domanda stessa.
Dovremo infatti specificare l’elenco sicuro delle attività che vorremo svolgere nel nostro agriturismo , ad esempio se vi comprenderemo una piscina , oppure un maneggio , o ancora se ci sarà una parte dell’orto dedicato esclusivamente all’utilizzo degli ospiti che potranno rilassarsi a lavorarci durante la giornata.
Ovviamente tutto quello che verrà indicato nell’elenco dovrà poi necessariamente essere fornito realmente, a prova di eventuali ( e quasi sicure ) verifiche a posteriori , dopo l’apertura e l’inaugurazione della nuova attività turistica.

Dovremo inoltre produrre moltissimi documenti , acquisiti nel corso del labirintico iter burocratico che ci toccherà seguire per forza , se vogliamo arrivare ad ottenere l’autorizzazione.
Oltre al prevedibile quadro dell’area interessata ,con metrature varie, visura dell’immobile e caratteristiche dell’area esterna, si dovranno possedere tutti i libretti sanitari in regola di chi lavorerà nell’azienda.
A questo dovremo aggiungere la necessaria apertura della partita iva , le varie iscrizioni agli uffici delle camere di commercio e quelli istituzionali turistici , come il registro delle imprese turistiche della propria provincia , e le varie autorizzazioni da richiedere.
Bisognerà infatti avere i sopralluoghi di vigili del fuoco, che dovranno verificare la sicurezza della zona e dell’immobile , e quella della asl , dal momento che anche la cucina dovrà rispondere a determinati criteri.
Inoltre , a seconda della zona , potrebbero essere da verificare anche le condizioni dell’acqua che andrà ad alimentare i campi e le coltivazioni , oltre alla sua potabilità per i servizi interni alla casa , o addirittura il terreno stesso che ospiterà tutto questo.
Bisogna infatti essere più che sicuri che quello che si fornisce agli ospiti e che si produce sia assolutamente sicuro , e per questo tipo di certezza è necessaria la certificazione che lo ratifichi.
Inoltre dovremo aver parlato in anticipo con il sindaco del comune di riferimento , che dovrà necessariamente rilasciare un’autorizzazione scritta , anch’essa da produrre al momento della richiesta di autorizzazione ad aprire.
Quando finalmente avremo esaurito i faticosi giri per uffici e amministrazioni locali , saremo finalmente in grado di partire con la nostra attività imprenditoriale e turistica.

Prima di iniziare con le spese vere e proprie, però , vale la pena informarsi per bene sugli eventuali aiuti economici erogati a chi vuole aprire un’attività di questo genere.
Spesso , infatti, proprio per il recupero vero e proprio di zone abbandonate a loro stesse ed incolte , ed in un momento di fortissima crisi per l’agricoltura , che le nuove generazioni rifiutano a priori, tali iniziative ci sono , e sono anche corpose.
Per alcune zone geografiche ed alcune provincie italiane, inoltre , sono previsti consistenti fondi europei , proprio per la riqualificazione delle zone potenzialmente sfruttabili per l’agricoltura e la coltivazione.
Allo stesso tempo , sono le stesse regioni, unitamente al ministero dell’agricoltura, a cercare di incentivare i lavori agricoli e gli investimenti nelle coltivazioni , con cifre anche alte.

Quindi , se è vero che riqualificare un posto del genere è estremamente costoso , è anche vero che si possono ottenere enormi aiuti economici , il più delle volte anche a fondo perduto.
Alla compilazione , però , del business plan , ovvero del piano delle spese che sarà necessario sostenere, sarà importante cercare di quantificare , proprio per farne una seria previsione , quanto costerà mantenere un posto di questo tipo.

E’ proprio quella , nella maggior parte dei casi , la spesa più grossa: mantenere le coltivazioni con le varie irrigazioni ed i prodotti necessari alla tutela delle piante non è una spesa di poco conto.
Al contempo , ancora di più sale vertiginosamente la cifra se pensiamo di comprendere nella nostra struttura anche gli animali , che devono ovviamente , come sempre , anche se il nostro mondo spesso se lo dimentica, trattati con i guanti bianchi.

E’ sempre bene , infatti , ricordarsi che se si decide di introdurre nella propria struttura anche degli allevamenti , bisogna trattare ogni singolo animale con il dovuto e necessario rispetto , e curarlo con tutte le attenzioni.
Lo sfruttamento , infatti , oltre ad essere orribile ed eticamente immorale , è , finalmente , perseguito e punito dalla legge. Quindi , prima di prendere una decisione di tale responsabilità , è bene pensarci sopra più volte.

Come Guadagnare con le Ripetizioni

28 gen, 2018
admin
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Dare ripetizioni a ragazzini delle scuole medie inferiori e superiori (o addirittura delle elementari) è un modo piuttosto comodo per guadagnare qualcosina durante gli studi universitari. Trovare ragazzini interessati è facile, ed il lavoro è estremamente flessibile e non è troppo impegnativo.

Il primo passaggio necessario è trovare ragazzini interessati. Innanzitutto, individua il target adatto a te: ti troverai meglio con un bambino delle elementari, magari con qualche difficoltà, o con un ragazzino svogliato delle medie? O, ancora, le tue conoscenze di latino e greco o di matematica e fisica ti permettono di aiutare ragazzi più grandi, delle superiori o addirittura dell’università? Una volta deciso a chi ti vuoi rivolgere, spargi la voce tra tutti i tuoi conoscenti e prepara dei volantini da affiggere fuori dalle scuole di pertinenza. Inoltre, se possibile, vai a parlare con i tuoi vecchi professori, che saranno felici di dare il tuo nome a genitori in cerca di aiuto.

Ovviamente i guadagni vanno regolarizzati, per fare questo è possibile mettere una ricevuta per prestazione occasionale. Per dettagli, è possibile vedere questo modello di ricevuta per prestazione occasionale.

La prima impressione è fondamentale, devi dare ai genitori dei ragazzi che aiuterai un’idea affidabile e preparata. Non dire mai che qualcosa non è nelle tue corde, a meno che non ti chiedano di insegnare materie di cui proprio non hai mai sentito nominare, soprattutto se tratti con ragazzini delle scuole medie inferiori o dei primi anni delle superiori. Se anche al liceo non eri un campione di matematica, sarai ormai in grado di andare a rivedere su un libro ciò che allora ti sembrava proprio incomprensibile.

La prima lezione è fondamentale per conoscersi, sia per te che per lo studente. Cerca di capire quali sono i suoi gusti e su cosa potete andare d’accordo, e lascia lo spazio le chiacchiere a fine lezione o nel passaggio tra una materia e l’altra. In questo modo, le ore saranno meno noiose sia per te che per lui, che sarà invogliato a vederti, anche se non ti trovi certo lì per qualcosa che a lui piace fare. Cerca però di mantenere una certa autorevolezza: stabilisci dei momenti precisi in cui si parla e momenti in cui la concentrazione deve invece essere completamente dedicata alla materia studiata. In questo modo, i genitori non potranno mai accusarti di perdere tempo: sottolinea anche con loro l’importanza di avere un buon contatto con lo studente.

Come Diventare Product Manager

7 giu, 2017
admin
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Se hai ottime doti organizzative, il senso della competizione, capacità di marketing, problem solving o organizzazione di imprese, puoi fare una professione che ultimamente ricopra una grande importanza, il product manager. Di seguito ti indico come formarti.

Questa posizione è richiesta da numerose ed importanti aziende che hanno la necessità di migliorare la produttività attraverso la pianificazione della produzione; quindi il tuo profilo è adatto a realizzare un programma di produzione. Dovrai essenzialmente realizzare delle strategie in base ai modelli organizzativi delle aziende.

Per ricoprire questa posizione, devi avere un titolo di studio non inferiore alla laurea, poiché dovrai renderti responsabile di scelte in alcuni casi critiche. Le migliori facoltà presso quale studiare sono Ingegneria o Economia e Commercio. All’interno stesso delle facoltà, se presenti, devi scegliere corsi di Laurea in Ingegneria Gestionale o Economia Aziendale, che ti forniranno una preparazione molto specifica.

Oltre la Laurea, per veder riconosciuta la tua posizione, ti consiglio di seguire Master (i migliori presso la Bocconi o Università dalla rinomata storia economica) che, uniti alle esperienze lavorative in campo di problematiche della produzione, completeranno il tuo curriculum. Con la frequentazione di specifici corsi, avrai la possibilità di ottenere delle particolari competenze anche per migliorare la tua competitività.

Per quanto riguarda i guadagni, in base a quanto riportato in questa guida sul product manager su questo blog, sono di circa 40000 euro all’anno.