Category Archives: Lavoro

Come Fare un Curriculum Interattivo

14 feb, 2017
admin
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Da tempo blog e forum di discussione dedicano approfondimenti alla selezione online e alle sue metodologie, che hanno pian piano affiancato quelle più tradizionali. Ma qualche giorno fa anche i giornali più letti d’Italia hanno raccontato il volto nuovo della ricerca di un lavoro, soprattutto per i neolaureati ma anche per chi ha già maturato qualche esperienza nel mondo del lavoro.

Il motivo principale di questo interesse è dato dalla pubblicazione, da parte di uno dei maggiori operatori di consulenza nell’ambito delle risorse umane, di una ricerca effettuata su 30 Paesi, dalla quale emerge che 33 candidati su 100 cercano lavoro attraverso Internet. Per l’Italia, i dati sono leggermente diversi ma altrettanto importanti. Da noi il 18% cerca lavoro sui social network, mentre 1,7 milioni sono gli utenti presenti su LinkedIn.

L’altra faccia della medaglia è che, al contempo, aumentano anche le aziende che sul Web cercano sia i candidati che informazioni su chi ha presentato una candidatura.

Per questo, vi abbiamo più volte raccontato i modi e le tecniche per una corretta gestione della propria reputazione online, affinché l’immagine che emerge di voi dalle tracce che lasciate sul Web sia il più possibile coerente con il profilo che volete dare al possibile datore di lavoro.

Il punto di vista che invece vogliamo affrontare oggi è come questi dati diano la misura di un cambiamento in atto nella ricerca di lavoro, per il quale è necessario aggiornare anche lo strumento che per eccellenza la fa da padrone: il curriculum vitae.
Come possiamo, se non siamo utenti particolarmente creativi o dei guru del Web, avere un curriculum 2.0?

Anche in questo caso, la rete ci viene in aiuto: esistono alcuni strumenti, gratuiti e di facile utilizzo, che tutti possono usare per creare un curriculum interattivo e social o un profilo online che illustri al meglio le proprie skill.
Ecco due tra le piattaforme che hanno avuto più successo per l’efficacia del servizio che offrono.

Flavors.me: il più conosciuto, è un sito attraverso il quale creare uno spazio unico sottoforma di pagina Web, dove raggruppare tutti i social network in cui siamo presenti in rete. Dopo la registrazione, si possono collegare alla propria pagina oltre 30 servizi online tra cui Flickr, Facebook, LinkedIn e ogni tipologia di RSS feed (vedi glossario).

Vizualize.me: si tratta di una nuovissima applicazione che, attraverso la rielaborazione dei dati presenti nel profilo LinkedIn, restituisce un’infografica delle proprie qualifiche e connessioni con un impatto visivo di grande effetto e creatività.

Come Scrivere una Newsletter Aziendale

28 gen, 2017
admin
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Se ne ricevono molte e sarebbe meglio averne una propria, ma creare una newsletter aziendale non è affatto una cosa banale. Prima di tutto bisogna evitare di finire archiviati nella cartella di spam dei nostri utenti, e poi, soprattutto, bisogna essere letti. Molti sono subissati dalle mail automatiche e hanno più di una casella di posta, così alle aziende tocca battagliare per conquistarsi qualche minuto di attenzione da parte degli utenti.
Visto che la newsletter è uno degli strumenti più potenti per mantenere un contatto di lungo periodo e fidelizzare gli utenti, abbiamo raccolto in alcune regole le basi per non incappare in errori e ottenere il massimo da ogni mail.

Impostare una strategia, è prima di tutto necessario partire dalle basi. Per costruire una newsletter di successo servono argomenti interessanti, una cadenza temporale di invio (es. ogni settimana, ogni mese) e una buona lista di utenti da contattare. Gli esperti sconsigliano di acquistare o affittare invii da liste esterne perché si è in questo modo “dipendenti” da altri (chi detiene la lista), molto meglio proporre sul proprio sito uno spazio per l’iscrizione alla newsletter o chiedere ai propri clienti il permesso di inviare loro comunicazioni periodiche, costruendo man mano la propria base dati;

Chiedere permesso, il tema del “permission marketing” è un concetto che propone di staccarsi dal marketing di interruzione (interruption marketing) e di avere sempre il permesso per le azioni che si stanno per compiere nei confronti di clienti acquisiti o potenziali. È bene ricordare che una mail inviata senza permesso è una mail che non solo difficilmente garantirà ritorni, ma nel peggiore dei casi potrà anche infastidire l’utente che la riceve;

Puntare sulla profilazione delle liste, gli utenti non sono tutti uguali, l’idea di individuare profili precisi di utenti per ogni elenco di distribuzione (quello che in gergo si chiama “profilare le liste”) e di conseguenza personalizzare i contenuti può risultare vincente sul lungo periodo. Pensiamo ad esempio a un sito che parla di motori, e permette ai propri utenti di iscriversi alla “newsletter auto” e alla “newsletter moto”. Nel momento in cui un utente deciderà di cancellarsi, potrà scegliere di rimanere iscritto ad una delle newsletter cancellandosi solo da quella che gli interessa meno. Individuare con la maggior precisione possibile il profilo degli utenti di una singola lista permette contenuti più specializzati e maggiore scelta per l’utente;

Fare attenzione alla qualità dei contenuti, una newsletter è composta da una parte grafica e da una parte testuale. Poiché può capitare che un browser Internet o i software installati sullo smartphone non permettano una visualizzazione corretta della grafica della nostra newsletter, il testo fa la parte del leone. Per questo il consiglio è quello di scrivere subito le cose più importanti ed eventualmente specificare in seguito le informazioni ulteriori, magari completando il testo con link di approfondimento. La grafica deve essere comunque curata e campi come “oggetto” e “mittente” sono fondamentali per evitare di finire nelle famigerate liste spam;

Testare e migliorarsi, non bisogna mai impigrirsi, pena risultati pessimi. Meglio agire per tentativi: a volte cambiare semplicemente la disposizione di un logo o invertire alcune frasi può risultare decisivo. Per testare i vostri possibili progressi ci sono metodi semplici: ad esempio dividete a metà la vostra lista, inviate una newsletter alla prima metà e alla seconda una versione con qualche variante poi misurate i ritorni. Questo test può risultare utilissimo per migliorare di volta in volta le performance del vostro invio.

Cosa impariamo da questa serie di consigli? Sicuramente che l’invio di newsletter è un’attività professionale e non artigianale, grazie alle tecnologie moderne però tutti possono accedere a questo mondo e migliorarsi. Numerose ricerche hanno dimostrato che il mailing aziendale è fondamentale per la personalizzazione dei messaggi e la fidelizzazione, insomma per coccolare gli utenti. Esistono in rete moltissime piattaforme di invio che offrono servizi avanzati: dal supporto grafico alla mail marketing analytics, garantendo a chi invia la possibilità di sapere quante persone hanno ricevuto la mail, quante di queste l’hanno aperta, quante hanno cliccato su un particolare elemento ecc.
Il valore di un indirizzo e-mail è tanto più elevato quanto maggiore è il valore che riusciamo a trasferire agli utenti in termini di informazioni e servizi continuativi.

Come Lavorare nei Social Media

20 gen, 2017
admin
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Si registra una crescente richiesta di figure professionali nell’ambito dei Social Media da parte delle aziende che non vogliono perdere l’occasione di questo nuovo trend. Per questo oggi approfondiamo quali sono le skill da sviluppare per chi, prima o poi, abbia voglia di intraprendere una carriera nel mondo della comunicazione sul Web.

Non resta che vedere insieme quali sono le caratteristiche comuni fondamentali per intraprendere una carriera social.

Passione
Possiamo ritenerla una caratteristica universale, ma per lavorare nei Social Media bisogna dimostrare di essere dei veri appassionati e di avere costruito una solida identità in rete. Se un’azienda decide di affidare a voi la propria immagine online, si aspetterà infatti che siate completamente in confidenza con i mezzi a disposizione.
Prima di candidarvi a una posizione in ambito social, controllate la vostra presenza sui social network: è esattamente quello che i selezionatori vogliono quando incontrano una persona che si dedichi a questo lavoro.

Conoscenza
Può sembrare banale, ma un selezionatore troverà alquanto strano un candidato che, dichiarandosi esperto di Social Media, non sia in grado di parlare di piattaforme diverse da Facebook e Twitter. I canali social e gli strumenti a disposizione nel Web sono tantissimi e in continua evoluzione, è necessario che li conosciate.
Verificate il settore dell’azienda per la quale vi candidate e studiate quali possano essere le piattaforme social più adatte da proporre; quindi cominciate a usarle e a prenderci confidenza.

Analisi
Tutti i lavori nei Social Media richiedono buone doti di analisi. La capacità analitica infatti vi servirà a visualizzare e risolvere i problemi, a prendere la giusta decisione anche in merito a questioni “creative”.
Iniziate a scrivere brevi report, delle relazioni, a preparare documenti di analisi anche per i vostri progetti personali; vi aiuterà a muovere i primi passi quando i dati da analizzare saranno quelli dell’azienda.

Contenuti
Proprio sulla scrittura, gestione e condivisione dei contenuti si basa la maggior parte delle professioni nei Social Media. È importante sviluppare un mix di competenze tra scrittura, marketing e SEO.
Affinate le vostre capacità di ascolto e scrittura in rete, imparate le tecniche SEO e studiate le principali piattaforme per la gestione di blog aziendali e se potete datevi un’infarinatura di elementi di grafica.

Marketing
La maggior parte del lavoro nei Social Media è orientato all’utente e a soddisfare le sue esigenze.
Per  sviluppare doti d’interazione e di gestione delle relazioni, provate a interagire voi per primi con i blogger, i media writers, chiedete consiglio a influencer e community specializzate. Per dimostrare al selezionatore la vostra capacità, potreste lavorare a un blog personale e portare a testimonianza dei vostri risultati un documento sul monitoraggio e le metriche di soddisfazione dei vostri utenti.

Come Essere Creativi nel Lavoro

14 gen, 2017
admin
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Quando si pensa a un lavoro dove serva essere creativi, vengono in mente professioni come quella dello scrittore, attore o del musicista.
Ma non è così. Ci sono diverse diversi ruoli che, a sorpresa, possono essere affrontati con creatività.

Insegnante
Nonostante vi sia un programma didattico comune, un insegnante può trovare modi originali per portare avanti le lezioni in classe o per proporre nuove attività ai propri alunni.

Architetto del paesaggio
Evoluzione della figura dell’architetto, unisce competenze urbanistiche e paesaggistiche alla creatività per progettare giardini, parchi, pubblici, aree residenziali, grandi spazi da riqualificare. La sfida maggiore per l’architetto paesaggista è quella di unire la funzionalità all’estetica dei luoghi.

Chef
Le possibilità creative di questa professione sono note a tutti: l’accostamento di nuovi sapori, la ricerca di una nuova ricetta e non da ultima la presentazione nel piatto rendono questo mestiere molto dinamico.

Ingegnere informatico per applicazioni software
Spesso ne abbiamo parlato nel blog, ma tra smartphone, tablet e dispositivi elettronici di lettura oggi gli ingegneri elettronici hanno una grande libertà creativa, oltre che una buona richiesta sul mercato.

Grafico
Un progetto grafico consente di applicare la propria creatività su più fronti: dalla pubblicità al layout di riviste e siti Web. Un solo inconveniente può limitare la libertà del grafico, ovvero le gli standard particolarmente rigidi a cui talvolta alcune aziende chiedono di aderire.

Pubblicitario
In questo lavoro, la creatività serve a produrre campagne pubblicitarie che possano destare l’interesse del pubblico nei confronti dei loro prodotti.

Interior designer
In questo ruolo, l’obiettivo principale è quello di rendere bello uno spazio e non vi è che l’imbarazzo della scelta per ottenerlo. Dalla scelta dei colori a quella dei materiali, alle rifiniture per pavimenti e tendaggi fino alla disposizione dei mobili.

Mediatore
Leggermente diversa da quella dell’avvocato, la professione del mediatore consiste nel trovare soluzioni per impedire alle persone di risolvere le questioni senza però intraprendere le vie legali.

Come Scrivere una Delega

7 gen, 2017
admin
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La delega è un documento tramite cui un soggetto, chiamato delegante, può incaricare un’altra persona, chiamata delegato, a completare un compito al proprio posto.

La delega è utilizzata molto spesso per il ritiro di documenti.
Quando una persona non può andare a ritirare i documenti, può infatti delegare un altro soggetto, che sarà quindi autorizzato al ritiro dei documenti.

La delega è un documento scritto con una struttura piuttosto semplice. Per un modello è possibile far riferimento a questo sito sulla delega.

Vediamo come scrivere la delega e quali dati sono necessari.
Per prima cosa, è necessario specificare chi sono il delegante e il delegato.
Bisogna quindi inserire i dati completi di questi due soggetti, come nome e cognome, date e luogo di nascita e codice fiscale.

Una volta fatto questo, bisogna specificare l’oggetto della delega.
L’oggetto della delega indica l’operazione relativamente alla quale il delegato riceve l’autorizzazione per l’esecuzione.
Per esempio, il ritiro di documenti.
L’oggetto deve essere specifico, nel caso di ritiro di documenti, bisogna indicare in modo dettagliato a quali documenti si fa riferimento.

Per concludere, la delega deve essere firmata dal delegante.
Al documento deve inoltre essere allegata una copia di un documento di identità del delegante.

Scrivere la delega è quindi molto semplice.