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Come Aprire un Negozio di Frutta e Verdura

14 Dic, 2019
admin
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Tra le attività legate al commercio tradizionale, una di quelle che sta offrendo maggiori soddisfazioni ai propri titolari, è senza dubbio quella dei negozi di frutta e verdura.
Rientra fra le piccole attività commerciali per le quali non sono richiesti particolari limiti all’apertura, né in termini normativi (leggi sul commercio e similari) che in merito all’investimento necessario per fa partire l’attività.

Perché c’è stato un boom di aperture di negozi di frutta e verdura?
I negozi di frutta verdura che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio vincente, sono quelli che hanno puntato sulla qualità.
Per vincere la concorrenza con la grande distribuzione, è necessario diversificarsi, offrendo ciò che i centri commerciali ed i discount non sono sempre in grado di dare : prodotti di elevata qualità, freschi e naturalmente, sotto casa.
Dalle esperienze di questi anni, i quartieri in cui è più facile ottenere successo, sono quelli abitati da persone con un reddito medio/alto, spesso di età matura e con un livello socio culturale superiore.
In queste zone, si è assistito in certi casi all’avvio di numerose attività di questo tipo che riescono a convivere anche di fronte ad una concorrenza elevata.
Chi sa apprezzare determinati prodotti e non ha sostanziali problemi reddituali, rappresenta il cliente ideale per questi negozi.
Sono molti quei clienti che non rinunciano alla qualità , al buon cibo e sono disposti a spendere di più per garantirsi queste utilità.
Anche in tempi di crisi, se si individua un segmento vincente, è possibile portare avanti iniziative commerciali di successo.

Dove non aprire un negozio di frutta e verdura.
Se poche righe sopra abbiamo evidenziato quali sono le zone che meglio offrono spazio per questo tipo di negozio, è bene anche ricordare quali sono le zone in cui un negozio di frutta e verdura incontra maggiori difficoltà.
Se pensiamo ad esempio ai quartieri popolari e periferici, le aree cosiddette dormitorio, le zone residenziali abitate da persone con bassi redditi, ecc., queste, sono i luoghi che presentano maggiori criticità per questo tipo tipo di impresa.
In queste zone si sono registrate il maggior numero di chiusure di queste imprese.

Aprire un negozio di frutta e verdura. Gli investimenti da fare.
Un negozio di frutta e verdura non richiede particolari investimenti onerosi.
L’arredamento è abbastanza semplice : un bancone, una o più bilance, un registratore di cassa, una serie di supporti da posizionare all’esterno ed all’interno per posizionare la merce ed esporla nella maniera migliore, un frigo, ecc..
A questo, fa aggiunta l’insegna, le eventuali manutenzioni da apportare all’immobile : l’impianto elettrico che deve essere a norma, la porta d’ingresso ben funzionante, una tende esterna, ecc..
Il titolare di un negozio di frutta e verdura necessità di un mezzo di trasporto adatto per andare a prendere i prodotti presso i magazzini dei grossisti.

Diventare verduraio. I vari servizi.
Tra i servizi offerti da questo tipo di negozio, troviamo la consegna della spesa a domicilio, richiesta prevalentemente da persone anziani e con difficoltà motorie.

Anche una buona flessibilità negli orari di apertura, è un aspetto molto apprezzato dalla clientela.
Risulta essere inutile ricordare che l’educazione, la cordialità e la pazienza sono gli ingrediente fondamentali quando si lavora con una clientela vasta e diversificata.
Inoltre, la capacità di comprendere le necessità dei vari clienti e riuscire a ‘gestire’ la concorrenza (che è ben presente), rappresentano delle doti necessarie per un imprenditore di questo settore.

Come Inventarsi un Nuovo Lavoro

14 Nov, 2019
admin
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Lo scenario che abbiamo davanti, in questo periodo, non è dei più rassicuranti: migliaia di posti di lavoro a rischio e un indice di disoccupazione crescente, ritornato ai valori preoccupanti di qualche anno fa.

Che si voglia entrare nel mondo del lavoro per la prima volta o che ci si ritrovi malauguratamente a trovarne uno nuovo dopo anni passati in azienda, il problema è sempre lo stesso. I canali tradizionali sono saltati, le regole del gioco sembrano non valere più e occorre inventarsi qualcosa di diverso e nuovo.

Allora occorre cominciare ad individuare l’elenco degli aspetti positivi, delle cose che si riesce a fare meglio di altre, una sorta di bilancio delle proprie competenze e, con la stessa limpidità, individuare invece gli aspetti negativi, i punti deboli, i tranelli in cui non cadere.

Chiarito quindi il punto di partenza, occorre dare il via al pensiero creativo. E se creativi non si è (non tutti lo sono, in effetti, e questo non deve essere visto come una colpa), è necessario guardarsi intorno con grande curiosità.

Come primo elemento da non sottovalutare la formazione. Approfittiamo di un periodo di inattività per trovare il corso di perfezionamento giusto, per prepararci ad affrontare le nuove opportunità e non dimentichiamo di studiare come si muove il mercato.

Quali sono i mestieri ancora ricercati, dove c’è ancora uno spazio? Non smettete mai di guardare con curiosità tutti gli annunci, da quelli tradizionali sui giornali, a quelli sui siti specializzati su internet. Fatelo con serietà e metodo, sarà un allenamento e di per se stesso già sarà questo un lavoro.

Ma se quello che troverete non è in linea con le vostre aspirazioni allora non resta che reinventarsi ed armarsi di una buona dose di coraggio e spirito di iniziativa per buttarsi a capofitto in un’avventura fantastica.

Nascono così i cuochi a domicilio, a cui ci si rivolge per organizzare una cena. Il servizio proposto, in questo caso, può variare dalla definizione del menù, l’acquisto di tutto quanto occorre per la preparazione delle pietanze e, in alcuni casi, si arriva anche alla fornitura per l’occasione delle stoviglie (piatti, bicchieri, posate ed anche le tovaglie) ed alla possibilità che si serva anche a tavola. Voi direte che è l’equivalente del catering. Ma è il target di riferimento che fa la differenza. In questo caso i numeri sono così piccoli che una tradizionale società di catering non è per nulla interessata.

Ci sono poi i valletti, chi va a fare la spesa per voi, dopo aver ricevuto la lista via mail, chi prepara la confetture con la frutta dell’orto. E artigiani, traduttrici e insegnanti online.

Quello che occorre fare è valorizzare le proprie capacità e sfruttarle fino in fondo, facendo diventare mestiere quello che fino a qualche tempo fa era, magari, solo un hobby.

Come Diventare Community Manager

28 Ott, 2019
admin
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Risulta essere un dato ormai certo: oltre al surfing and searching, sulla rete ci si sta per tante ore, tutti aggrappati ai social network.

Risulta essere la moda del momento, Facebook, YouTube e gli altri lo dimostrano, faccine e discussioni, amici ritrovati, si passa più tempo a socializzare in rete (magari dimenticando come si fa nella realtà!) che a parlare con il collega della scrivania di fronte alla nostra.

Tutte queste considerazioni per introdurre, allora, un mestiere nuovo, frutto di questo grande utilizzo di social network e forum: il Community Manager.

Una sorta di Gran Cerimoniere della rete, un aggregatore, il Gran Signore delle Community. L’animatore multimediale che stimola discussioni, modera dibattiti agguerriti, organizza eventi e supporta gli iscritti della Community.

Quali sono le caratteristiche del Community Manager? Partiamo da quelle di base, la competenza tecnica sull’uso del personal computer e della rete e degli strumenti di comunicazione usati in Internet. Non meno importanti le capacità di comunicazione e relazione, la capacità di gestire gruppi di lavoro. Accanto a queste che potremmo definire capacità e competenze specifiche di settore, occorre avere anche caratteristiche personali di rilievo quali creatività e leadership che rendono questo mestiere sorprendente.

Molti degli attuali Community Manager si sono formati sul campo, con una sorta di training on the job forzato, muovendosi sulla base del proprio istinto e fiuto personale. Questo perché non esistono corsi di formazione che preparano a questo mestiere nuovo.

A tracciare il profilo formativo del Community Manager, sicuramente si parla, tra le altre, di Laurea in Scienza della Comunicazione, Psicologia, Sociologia.

Per approfondire il tema, ci sono anche degli ottimi master in Web e Tecnologie Multimediali che possono costituire una base di partenza importante.

Il crescente uso di internet e il boom dei social network fanno però di questo nuovo lavoro una opportunità di sviluppo professionale interessante.

In questo contesto, inoltre, si prevede un trend in crescita nelle richieste di questa figura professionale.

Molti potranno veder trasformata la propria passione in lavoro, quindi attenzione a non lasciarsi sfuggire occasioni di lavoro con internet molto interessanti.

Come Aprire un Wine Bar

14 Ott, 2019
admin
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La nascita di molti wine bar diffusi ormai ovunque, ci permette di parlare di questo tipo di attività che si è allargata rapidamente nel nostro Paese, grazie anche alla tradizionale presenza del vino nelle tavole degli italiani ed alla diffusa cultura di questa bevanda che da secoli appartiene alle popolazioni della nostra Penisola.

L’enoteca od il wine bar, diventano così dei locali aperti al pubblico che sanno unire la novità con la tradizione, aggregando giovani e meno giovani all’interno di luoghi pubblici, talvolta spartani, altre volte un po più strutturati ma che mantengono in comune una serie di caratteristiche importanti.
I servizi e gli spazi di intrattenimento per gli avventori in questo tipo di locale, possono essere differenti.
La disponibilità del servizio wi-fi, potrebbe essere uno di questi.

Aprire un wine bar. Chi è il titolare di questa attività?
Il titolare di un wine bar è talvolta una persona giovane ed estroversa, altre volte, è un soggetto con esperienze professionali diverse maturate nel corso degli anni precedenti e dotato di un’età matura che attraverso l’avvio di un’enoteca, intende realizzare un sogno, magari coltivato da tempo per far coincidere : l’apertura di un’attività commerciale con un’iniziativa sociale e culturale insieme., un luogo di incontro e socializzazione originale.
Il cliente dell’enoteca, è costituito da in insieme variegato di persone e talvolta, anche da soggetti ‘molto selettivi’, alla ricerca di un ambiente curato, non sfarzoso, per niente banale, in grado di aggregare personalità anche diverse, in differenti momenti della giornata.
Ecco che il wine bar, diventa così un luogo privilegiato per aperitivi, per un incontro romantico fra coppie che amano discutere davanti ad un bicchiere di vino ma anche un locale che offre spuntini e pranzi veloci per persone di ‘passaggio’ e clienti affezionati.
L’ambiente e l’arredamento, consoni alla mission del locale, sono molto importanti in quanto ‘identificano’ quel particolare luogo.
Le molte ‘personalità’ ed identità che assume questo tipo di attività variano a seconda della capacità/voglia del suo titolare di offrire un punto originale di incontro, relax, ecc..

Come aprire un’enoteca. Le opportunità.
Alcuni locali, sono diventati molto conosciuti ed apprezzati nel corso degli anni ed hanno ‘costruito’ un mondo di persone che si sono affezionate al quel posto.
Il nome di quel locale diventa un brand, per quanto limitato ad una via, ad un’enoteca ma per molti, diventa nel tempo un punto di ritrovo dove incontrarsi con amici, conoscenti e ‘staccare’ dalla routine e dallo stress di tutti i giorni.
La fidelizzazione dei clienti , è un fattore importante per il raggiungimento del successo in questo campo di attività.
Occorre dire che non tutte le enoteche/wine bar hanno successo.
Come ogni attività imprenditoriale, vi sono molte criticità e non è sempre facile riuscire ad ‘azzeccare’ la formula e la strategia migliore.
Un locale di questo tipo ed il suo successo, sono certamente legati alla capacità del suo fondatore/gestore nel saper creare un vero e proprio punto di aggregazione, originale e dotato di un valore aggiunti rispetto agli altri wine bar presenti in giro.
Alcune enoteche sono infatti aperte da molti anni(addirittura decenni), altre, vengono avviate e poi chiudono dopo poco tempo.

Aprire un wine bar. Quanto vale questa attività?
Di fronte ad un wine bar in vendita, è giusto anche domandarsi quanto potrebbe valere un’attività di questo tipo.
E’ difficile definire con precisione il valore effettivo, come peraltro per ogni altro tipo di impresa, in più, il wine bar non è un’attività come tutte le altre.
Non basta verificare il fatturato medio di questa impresa o fare una serie di conteggi relativi ai costi ed ai margini, nonostante siano controlli e calcoli necessari per avere un quadro abbastanza chiaro della situazione economica/finanziaria.
Il wine bar, è molte volte un locale legato al nome, al carattere ed alla filosofia del suo fondatore e quindi, un passaggio di consegne, non garantirebbe sempre la possibilità di riuscire a ‘traghettare’ il suo pubblico da una gestione ad un’altra con certezza.

Come Aprire una Focacceria

14 Set, 2019
admin
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La focacceria è un’attività artigianale di produzione e vendita di alcuni prodotti legati alla panificazione.

Nel corso degli anni sono state avviare numerose attività di questo genere con formule più o meno differenti, quali :

produzione e vendita di questi prodotti nel solito punto (la presenza del laboratorio e del negozio aperto al pubblico contemporaneamente);

semplice punto vendita. In questo caso, si acquista il prodotto da un fornitore che distribuisce/vende ad altri.

Il produttore può essere il medesimo proprietario oppure un altro fornitore.

Aprire una focacceria : gli investimenti ed i costi.
Arredare un punto vendita è l’aspetto basilare.
Questo significa : un bancone, un’insegna, un design che coinvolge anche il locale adibito alla vendita.
Il laboratorio che dispone dei macchinari per impastare e preparare i prodotti finiti.
Eventuali mezzi di trasporto per la consegna.
Strumenti da lavoro (teglie, oggetti di suo quotidiano, ecc.).
Esistono imprese di arredamento e realizzazione forni che dispongono di soluzioni ‘chiavi in mano’ per questo tipo di attività.
Non c’è nulla da inventare su questo fronte.
I costi variano in base alla soluzione ed alle necessità del compratore.

Quali sono i costi periodici.
Certamente il costo del personale rappresenta una delle uscite maggiori per questo tipo di impresa (come del resto in molte altre attività simili).
Le spese derivanti dalle varie utenze : gas, energia elettrica, acqua e dall’altra, il materiale di consumo per produrre i prodotti :
farina , lievito, conserve di pomodori(per la preparazione delle pizzette), materiale per farcire i prodotti (salsicce, melanzane, pomodori, ecc.), ecc..

A tutto questo, aggiungiamo
i costi di locazione dei locali, le spese per la tenuta contabilità, la gestione delle sedi (pulizia, manutenzione annua per imbiancatura, pulizie straordinarie, ecc.);
Per effettuare le consegne ai vari punti vendita (se sono presenti ovviamente maggiori negozi) serve dotarsi di uno o più furgoni e disporre del personale adeguato.
Occorre anche considerare i costi più o meno palesi che riguardano la formazione del personale (in particolari i fornai/pizzazioli).

Aprire una focacceria in franchising.
Esistono già diverse soluzioni chiavi in mano che consentono al futuro imprenditore di cominciare a lavorare subito senza problemi.
Occorre valutare naturalmente i propri obiettivi ed anche il budget a disposizione.

Aprire una focacceria : dove aprire.
Per coloro che intendono partire da zero senza affiliarsi, si consiglia di puntare ad aprire l’attività in zone dove esiste un forte passaggio di persone e quindi, in grado di garantire un giro di affari assicurato.

Tra le zone che hanno offerto maggiori soddisfazioni ai vari imprenditori, incontriamo :
le zone turistiche (anche con attività di tipo stagionale);
i punti localizzati davanti agli istituti scolastici;
tutte le zone dove è possibile effettuare la sosta.

Molto interessante.