Category Archives: Lavoro

Come Aprire Bed and Breakfast

20 apr, 2017
admin
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Possiedi un immobile o un appartamento in qualche località di particolare interesse storico e turistico? Se si, invece di affittarlo, perché non lo trasformi in un Bed and Breakfast?

Cos’è un Bed and breakfast?
Il Bed and breakfast è una via di mezzo tra il classico hotel e l’appartamento in affitto. Il Bed and Breakfast è un appartamento dove all’interno sono messe a disposizione del turista una o più camere, generalmente con un bagno privato. In questo modo il turista può permettersi una vacanza risparmino qualche soldo, però senza rinunciare ai confort di un hotel classico. Al turista viene garantito solo un posto letto e la prima colazione. questo significa che l’impegno da parte tua è veramente ridotto al minimo.

Ma se apro un Bed and Breakfast, ci guadagno?
Beh, basta farsi due conti in tasca…. quanto guadagni se affitti una stanza in modo “classico”? Diciamo che dipende da zona a zona, comunque poniamo 500 euro al mese. Mentre, se affitti una stanza in modalità B&D a 40 euro al giorno, poniamo per 20 giorni al mese, il tuo guadagno è di 600 euro!! 600 euro extra al mese di entrate che si aggiungono al tuo stipendio, infatti, questo è il bello, non sei mica costretto a lasciare il tuo lavoro per gestire il Bed and Breakfast.
Naturalmente questi sono solo semplici esempi numerici… poi sei tu a fissare le tariffe.

OK, mi sono deciso. Voglio aprire un Bed and Breakfast. Cosa devo fare?
Innanzi tutto per aprire un bed and breakfast devi essere il proprietario dell’appartamento e risiedere nello stesso. Inoltre l’appartamento deve avere queste caratteristiche:

Le camere dovranno avere una superficie minima di 8 mq. per una persona, di 24 mq. per due persone, di 20 mq. per tre persone e dovranno essere fornite di letto, comodino, lampada e una sedia per persona, armadio, specchio, presa di corrente e un cestino per rifiuti.
Il bagno dovrà essere completo di water, bidet, lavabo, vasca o doccia, specchio, presa di corrente e chiamata di allarme. Non è previsto l’uso di un bagno privato per gli ospiti.
l’impiantistica e la struttura dovranno essere conformi alle leggi vigenti

Se le caratteristiche della tua abitazione soddisfano queste caratteristiche, allora ti dovrai procurare i seguenti documenti:
una planimetria dell’unità abitativa (scala 1:100 o 1:50) reperibile presso l’ ufficio del Catasto.
atti comprovanti la disponibilità dei locali
certificato di residenza
fotocopia documento d’ identità
Infine dovrai compilare il modulo di apertura del b&b che puoi richiedere all’Azienda di Promozione Turistica.

Nota bene: Le leggi variano da regione a regione, ma tutte si rifanno alla legge principale Legge 29 marzo 2001, n. 135 – “Riforma della legislazione nazionale del turismo”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2001.

Per l’apertura di un Bed and breakfast non occorre nessuna partita iva e nessuna iscrizione alla camera di commercio. Ma devi rispettare il carattere saltuario dell’attività; questo significa che devi restare fermo almeno 90 giorni all’anno, anche non consecutivi. Inoltre dovrai esporre un regolamento e un tariffario firmato da un responsabile del comune di residenza

Profili Qualificati e Lavoro

20 feb, 2017
admin
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L’ingresso nel mondo del lavoro è sicuramente uno dei momenti più importanti nella vita di ciascuno di noi.
Si tratta di un processo che coinvolge diversi aspetti, dalla formazione scolastica e specialistica come punto di partenza, alla preparazione del curriculum e di un profilo personale per farsi conoscere, per finire con la candidatura e la presentazione di se stessi alle aziende.

In più, in un mercato del lavoro che sta cambiando velocemente le sue dinamiche, anche i profili con maggiore esperienza o più qualificati si trovano a mettersi in gioco, nel tentativo di dare una svolta alla propria carriera.
La sfida maggiore che si trovano ad affrontare i profili qualificati, quando si mettono alla ricerca di un nuovo lavoro, è quella di riuscire a valorizzare le competenze acquisite e l’esperienza maturata senza che questo costituisca una sorta di minaccia o di atto di presunzione agli occhi dei selezionatori.

Esistono delle piccole attenzioni che vi suggeriamo di avere nella scrittura di un curriculum o durante il colloquio se siete lavoratori con esperienza.

Mantenete il focus. Se avete maturato competenze in un ruolo e in un determinato settore, cercate aziende che operino in quell’ambito. Le deviazioni di percorso possono essere un campanello d’allarme per i selezionatori, magari penseranno che non abbiate focalizzato al meglio i vostri obiettivi nel tempo;

Relazioni, non dati. Nel curriculum, date maggior importanza alle relazioni che avete saputo stabilire piuttosto che compilare una lista di date e nomi di aziende. In questo vi può tornare utile la tecnica anglosassone secondo la quale potete raccontare i vostri risultati attraverso ciò che avete realizzato, ciò che avete risparmiato e ciò che avete raggiunto.

Fate networking. Potete cominciare stilando una lista di aziende alle quali siete interessati e a contattarle non solo in merito all’invio di candidature ad annunci. Oggi la rete offre numerose possibilità in questo senso, spesso infatti le aziende hanno un profilo corporate in LinkedIn o aprono gruppi di discussione per parlare di argomenti che riguardano la propria attività e stimolare la conversazione tra gli utenti. Sono delle ottime occasioni per parlare di ciò che conoscete, per condividere la vostra opinione e mettervi in luce.

Sinceri ma previdenti. La sincerità è fondamentale per ogni rapporto di fiducia che si voglia instaurare con la futura azienda. Perciò, qualora abbiate dei motivi legittimi per spiegare che volete cambiare lavoro esprimeteli senza remore, stando attenti tuttavia a non scaricare tutte le colpe sugli altri; l’atteggiamento critico non viene solitamente apprezzato. Infine, se vi state candidando per una posizione di grado leggermente inferiore rispetto alla maturità lavorativa che avete raggiunto, non giustificatevi con frasi del tipo “sono più contento in posizioni di minore responsabilità” oppure “ho capito di non essere interessato alla leadership” o peggio ancora “non sono più disposto a sacrificarmi per il lavoro”.

Per finire, fate affidamento sulla vostra capacità di persuasione e pensate al colloquio più come a una chiacchierata su attività e ambizioni.

Come Fare un Curriculum Interattivo

14 feb, 2017
admin
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Da tempo blog e forum di discussione dedicano approfondimenti alla selezione online e alle sue metodologie, che hanno pian piano affiancato quelle più tradizionali. Ma qualche giorno fa anche i giornali più letti d’Italia hanno raccontato il volto nuovo della ricerca di un lavoro, soprattutto per i neolaureati ma anche per chi ha già maturato qualche esperienza nel mondo del lavoro.

Il motivo principale di questo interesse è dato dalla pubblicazione, da parte di uno dei maggiori operatori di consulenza nell’ambito delle risorse umane, di una ricerca effettuata su 30 Paesi, dalla quale emerge che 33 candidati su 100 cercano lavoro attraverso Internet. Per l’Italia, i dati sono leggermente diversi ma altrettanto importanti. Da noi il 18% cerca lavoro sui social network, mentre 1,7 milioni sono gli utenti presenti su LinkedIn.

L’altra faccia della medaglia è che, al contempo, aumentano anche le aziende che sul Web cercano sia i candidati che informazioni su chi ha presentato una candidatura.

Per questo, vi abbiamo più volte raccontato i modi e le tecniche per una corretta gestione della propria reputazione online, affinché l’immagine che emerge di voi dalle tracce che lasciate sul Web sia il più possibile coerente con il profilo che volete dare al possibile datore di lavoro.

Il punto di vista che invece vogliamo affrontare oggi è come questi dati diano la misura di un cambiamento in atto nella ricerca di lavoro, per il quale è necessario aggiornare anche lo strumento che per eccellenza la fa da padrone: il curriculum vitae.
Come possiamo, se non siamo utenti particolarmente creativi o dei guru del Web, avere un curriculum 2.0?

Anche in questo caso, la rete ci viene in aiuto: esistono alcuni strumenti, gratuiti e di facile utilizzo, che tutti possono usare per creare un curriculum interattivo e social o un profilo online che illustri al meglio le proprie skill.
Ecco due tra le piattaforme che hanno avuto più successo per l’efficacia del servizio che offrono.

Flavors.me: il più conosciuto, è un sito attraverso il quale creare uno spazio unico sottoforma di pagina Web, dove raggruppare tutti i social network in cui siamo presenti in rete. Dopo la registrazione, si possono collegare alla propria pagina oltre 30 servizi online tra cui Flickr, Facebook, LinkedIn e ogni tipologia di RSS feed (vedi glossario).

Vizualize.me: si tratta di una nuovissima applicazione che, attraverso la rielaborazione dei dati presenti nel profilo LinkedIn, restituisce un’infografica delle proprie qualifiche e connessioni con un impatto visivo di grande effetto e creatività.

Come Scrivere una Newsletter Aziendale

28 gen, 2017
admin
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Se ne ricevono molte e sarebbe meglio averne una propria, ma creare una newsletter aziendale non è affatto una cosa banale. Prima di tutto bisogna evitare di finire archiviati nella cartella di spam dei nostri utenti, e poi, soprattutto, bisogna essere letti. Molti sono subissati dalle mail automatiche e hanno più di una casella di posta, così alle aziende tocca battagliare per conquistarsi qualche minuto di attenzione da parte degli utenti.
Visto che la newsletter è uno degli strumenti più potenti per mantenere un contatto di lungo periodo e fidelizzare gli utenti, abbiamo raccolto in alcune regole le basi per non incappare in errori e ottenere il massimo da ogni mail.

Impostare una strategia, è prima di tutto necessario partire dalle basi. Per costruire una newsletter di successo servono argomenti interessanti, una cadenza temporale di invio (es. ogni settimana, ogni mese) e una buona lista di utenti da contattare. Gli esperti sconsigliano di acquistare o affittare invii da liste esterne perché si è in questo modo “dipendenti” da altri (chi detiene la lista), molto meglio proporre sul proprio sito uno spazio per l’iscrizione alla newsletter o chiedere ai propri clienti il permesso di inviare loro comunicazioni periodiche, costruendo man mano la propria base dati;

Chiedere permesso, il tema del “permission marketing” è un concetto che propone di staccarsi dal marketing di interruzione (interruption marketing) e di avere sempre il permesso per le azioni che si stanno per compiere nei confronti di clienti acquisiti o potenziali. È bene ricordare che una mail inviata senza permesso è una mail che non solo difficilmente garantirà ritorni, ma nel peggiore dei casi potrà anche infastidire l’utente che la riceve;

Puntare sulla profilazione delle liste, gli utenti non sono tutti uguali, l’idea di individuare profili precisi di utenti per ogni elenco di distribuzione (quello che in gergo si chiama “profilare le liste”) e di conseguenza personalizzare i contenuti può risultare vincente sul lungo periodo. Pensiamo ad esempio a un sito che parla di motori, e permette ai propri utenti di iscriversi alla “newsletter auto” e alla “newsletter moto”. Nel momento in cui un utente deciderà di cancellarsi, potrà scegliere di rimanere iscritto ad una delle newsletter cancellandosi solo da quella che gli interessa meno. Individuare con la maggior precisione possibile il profilo degli utenti di una singola lista permette contenuti più specializzati e maggiore scelta per l’utente;

Fare attenzione alla qualità dei contenuti, una newsletter è composta da una parte grafica e da una parte testuale. Poiché può capitare che un browser Internet o i software installati sullo smartphone non permettano una visualizzazione corretta della grafica della nostra newsletter, il testo fa la parte del leone. Per questo il consiglio è quello di scrivere subito le cose più importanti ed eventualmente specificare in seguito le informazioni ulteriori, magari completando il testo con link di approfondimento. La grafica deve essere comunque curata e campi come “oggetto” e “mittente” sono fondamentali per evitare di finire nelle famigerate liste spam;

Testare e migliorarsi, non bisogna mai impigrirsi, pena risultati pessimi. Meglio agire per tentativi: a volte cambiare semplicemente la disposizione di un logo o invertire alcune frasi può risultare decisivo. Per testare i vostri possibili progressi ci sono metodi semplici: ad esempio dividete a metà la vostra lista, inviate una newsletter alla prima metà e alla seconda una versione con qualche variante poi misurate i ritorni. Questo test può risultare utilissimo per migliorare di volta in volta le performance del vostro invio.

Cosa impariamo da questa serie di consigli? Sicuramente che l’invio di newsletter è un’attività professionale e non artigianale, grazie alle tecnologie moderne però tutti possono accedere a questo mondo e migliorarsi. Numerose ricerche hanno dimostrato che il mailing aziendale è fondamentale per la personalizzazione dei messaggi e la fidelizzazione, insomma per coccolare gli utenti. Esistono in rete moltissime piattaforme di invio che offrono servizi avanzati: dal supporto grafico alla mail marketing analytics, garantendo a chi invia la possibilità di sapere quante persone hanno ricevuto la mail, quante di queste l’hanno aperta, quante hanno cliccato su un particolare elemento ecc.
Il valore di un indirizzo e-mail è tanto più elevato quanto maggiore è il valore che riusciamo a trasferire agli utenti in termini di informazioni e servizi continuativi.

Come Lavorare nei Social Media

20 gen, 2017
admin
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Si registra una crescente richiesta di figure professionali nell’ambito dei Social Media da parte delle aziende che non vogliono perdere l’occasione di questo nuovo trend. Per questo oggi approfondiamo quali sono le skill da sviluppare per chi, prima o poi, abbia voglia di intraprendere una carriera nel mondo della comunicazione sul Web.

Non resta che vedere insieme quali sono le caratteristiche comuni fondamentali per intraprendere una carriera social.

Passione
Possiamo ritenerla una caratteristica universale, ma per lavorare nei Social Media bisogna dimostrare di essere dei veri appassionati e di avere costruito una solida identità in rete. Se un’azienda decide di affidare a voi la propria immagine online, si aspetterà infatti che siate completamente in confidenza con i mezzi a disposizione.
Prima di candidarvi a una posizione in ambito social, controllate la vostra presenza sui social network: è esattamente quello che i selezionatori vogliono quando incontrano una persona che si dedichi a questo lavoro.

Conoscenza
Può sembrare banale, ma un selezionatore troverà alquanto strano un candidato che, dichiarandosi esperto di Social Media, non sia in grado di parlare di piattaforme diverse da Facebook e Twitter. I canali social e gli strumenti a disposizione nel Web sono tantissimi e in continua evoluzione, è necessario che li conosciate.
Verificate il settore dell’azienda per la quale vi candidate e studiate quali possano essere le piattaforme social più adatte da proporre; quindi cominciate a usarle e a prenderci confidenza.

Analisi
Tutti i lavori nei Social Media richiedono buone doti di analisi. La capacità analitica infatti vi servirà a visualizzare e risolvere i problemi, a prendere la giusta decisione anche in merito a questioni “creative”.
Iniziate a scrivere brevi report, delle relazioni, a preparare documenti di analisi anche per i vostri progetti personali; vi aiuterà a muovere i primi passi quando i dati da analizzare saranno quelli dell’azienda.

Contenuti
Proprio sulla scrittura, gestione e condivisione dei contenuti si basa la maggior parte delle professioni nei Social Media. È importante sviluppare un mix di competenze tra scrittura, marketing e SEO.
Affinate le vostre capacità di ascolto e scrittura in rete, imparate le tecniche SEO e studiate le principali piattaforme per la gestione di blog aziendali e se potete datevi un’infarinatura di elementi di grafica.

Marketing
La maggior parte del lavoro nei Social Media è orientato all’utente e a soddisfare le sue esigenze.
Per  sviluppare doti d’interazione e di gestione delle relazioni, provate a interagire voi per primi con i blogger, i media writers, chiedete consiglio a influencer e community specializzate. Per dimostrare al selezionatore la vostra capacità, potreste lavorare a un blog personale e portare a testimonianza dei vostri risultati un documento sul monitoraggio e le metriche di soddisfazione dei vostri utenti.